Articolo a cura della redazione di Amarche — aggiornato il 24 settembre 2026
I laghi più belli delle Marche, provincia per provincia: quelli dove si può fare il bagno con spiaggette e noleggio di pedalò (Lago di Fiastra, Lago di Cingoli e Lago di Caccamo), i laghi d’alta quota raggiungibili solo a piedi (Lago di Pilato e Palazzo Borghese), i bacini perfetti per pesca, passeggiate e pic-nic, fino ai laghetti a due passi dal mare di Portonovo.

Ciao amici! Le Marche non sono solo mare: tra colline e montagne si nascondono laghi dall’acqua limpidissima, specchi d’acqua che compaiono e scompaiono con le stagioni e perfino un lago glaciale abitato da un minuscolo crostaceo che esiste solo lì. Ecco i nostri preferiti, divisi per provincia.
Quali laghi delle Marche sono balneabili? Le acque di balneazione ufficiali nei laghi marchigiani, controllate ogni estate da ARPA Marche, sono solo tre: il Lago di Fiastra, il Lago di Castreccioni (Cingoli) e il Lago di Caccamo, che nei documenti ufficiali è chiamato Lago di Borgiano. Negli altri laghi di questa lista il bagno non è previsto: sono bacini destinati all’irrigazione o all’acqua potabile, oasi faunistiche protette oppure, come il Lago di Pilato, luoghi dove toccare l’acqua è addirittura vietato. Prima di tuffarti controlla sempre la classificazione aggiornata e gli eventuali divieti temporanei sul sito di ARPA Marche.
Provincia di Pesaro-Urbino
Lago Riserva Naturale Gola del Furlo
Il lago del Furlo è nato nel 1922, quando la costruzione di una diga con centrale elettrica ha trasformato l’impetuoso corso del fiume Candigliano in uno specchio d’acqua verde smeraldo, nel comune di Acqualagna. Il fiume scorre stretto tra due pareti di roccia, il Monte Pietralata e il Monte Paganuccio, lungo il tracciato originario della via Flaminia, la strada consolare romana che collegava Roma a Rimini.
Lungo il fiume c’è un’ampia area verde con zone relax, spazi per il pic-nic e un parco avventura per i bambini. Chi ama il trekking trova diversi sentieri che salgono verso le montagne o costeggiano il corso d’acqua, come quello che porta alla terrazza panoramica del Furlo.
Cosa non perdere al lago del Furlo?
- La galleria romana scavata nel punto più stretto della gola, fatta realizzare dall’imperatore Vespasiano nel 76 d.C. Era chiamata “petra pertusa” o “forulum” (piccolo foro), da cui il nome Furlo. È stata scavata interamente a scalpello nel calcare, senza rivestimento, e si vedono ancora i segni degli attrezzi: è lunga 38,30 metri, larga al massimo 5,47 e alta 5,95. Accanto si trovano un varco più antico, di epoca etrusca, e una piccola chiesetta detta “della Botte”, un tempo abitata da un eremita.
- L’abbazia di San Vincenzo al Furlo, o “di Petra Pertusa”, di origine benedettina, del X secolo.
- Scopri di più sulla Riserva Gola del Furlo

Lago di Sassocorvaro – Mercatale
Il Lago di Mercatale è un bacino artificiale chiuso da una diga sul fiume Foglia, nel comune di Sassocorvaro (oggi Sassocorvaro Auditore). La diga fu costruita a partire dal 1959 ed entrò in funzione nel 1963: il lago contiene circa 6 milioni di metri cubi d’acqua, che servono a irrigare i campi di cereali, frutta e ortaggi della valle del Foglia e ad alimentare l’acquedotto della zona.
Tutt’intorno ci sono angoli freschi e boscosi, perfetti per passeggiate e scampagnate, e sul lago si praticano pesca e canottaggio. Sulla riva c’è un parco attrezzato con bar-ristorante, aperto nella bella stagione. Il Lago di Mercatale non è tra le acque di balneazione ufficiali della Regione: qui si viene per il paesaggio, non per il bagno.

Cosa non perdere al Lago di Mercatale?
Il borgo medievale di Sassocorvaro, con la Rocca Ubaldinesca e i suoi meravigliosi panorami sulla valle. Scopri cosa vedere a Sassocorvaro.

Provincia di Ancona
I laghetti di Portonovo
Nella baia di Portonovo, a pochi passi dal mare, si trovano due piccoli laghi: il Lago Profondo e il Lago del Calcagno, detto anche Lago Grande. Contengono acqua salmastra, un mix di acqua dolce e acqua di mare, e la loro origine è legata alla nascita stessa di Portonovo: un’enorme frana staccatasi dal Monte Conero in epoca preistorica, che avrebbe imprigionato l’acqua marina tra i massi, mescolandola con quella dolce del terreno.
La zona è tutelata dal Parco del Conero, che qui porta avanti un programma di salvaguardia di flora e fauna: sulle sponde si incontrano germani reali, gallinelle d’acqua e tanti altri uccelli acquatici. Le attività consigliate sono le passeggiate nella natura e il birdwatching, magari abbinate a una giornata sulla splendida spiaggia di Portonovo. Un bel modo per vederli entrambi è l’anello di Portonovo (sentiero 309). I laghetti non sono balneabili.

Cosa non perdere ai laghetti di Portonovo?
- La chiesa di Santa Maria di Portonovo, gioiello romanico affacciato sul mare e incastonato nel verde della baia, dalla struttura originalissima.
- La Torre di guardia, detta Torre De Bosis, fatta costruire nel 1716 da papa Clemente XI per avvistare navi nemiche e pirati.
- Il Fortino Napoleonico, edificato nel 1810, durante il Regno d’Italia napoleonico, per impedire lo sbarco delle navi inglesi che venivano a rifornirsi d’acqua alla fonte di Portonovo.


Provincia di Macerata
Lago di Polverina
Il Lago di Polverina è un bacino artificiale nato dallo sbarramento del fiume Chienti, nel comune di Camerino, alle porte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e non lontano dal confine con l’Umbria. È un bacino grande e molto allungato, profondo in media 18-20 metri, ed è il cuore dell’Oasi di protezione faunistica di Polverina, rifugio per aironi, nitticore, cormorani, anatre e svassi.
Il lago è facile da raggiungere e le sponde, in gran parte pianeggianti, si prestano a tranquille passeggiate naturalistiche; è anche molto amato dagli appassionati di pesca sportiva. Non è balneabile.

Cosa non perdere al lago di Polverina?
- Camerino, città universitaria e borgo medievale ricco di monumenti, tradizioni e bellezze naturali tutt’intorno.
Lago di Castreccioni – Cingoli
Il Lago di Castreccioni, che tutti chiamano anche Lago di Cingoli, è nato negli anni ’80 con la diga sul fiume Musone ed è il più grande bacino artificiale delle Marche. Si trova nel comune di Cingoli, il “Balcone delle Marche”, uno dei Borghi più belli d’Italia. Ha una superficie di oltre 2 chilometri quadrati, arriva a 55 metri di profondità vicino alla diga e si incunea tra le colline formando tre lunghe ramificazioni.
È anche uno dei pochi laghi marchigiani ufficialmente balneabili, con acque classificate “eccellenti” da ARPA Marche: oltre a un bel bagno si possono noleggiare barche elettriche, pedalò, canoe e kayak, oppure dedicarsi alla pesca sportiva. Per chi ama camminare ci sono percorsi lungo le sponde, ideali per osservare flora e fauna, alcuni percorribili anche in mountain bike e a cavallo. Aree attrezzate e punti di ristoro completano una giornata di puro relax.
Cosa non perdere al lago Castreccioni?
- Cingoli, il borgo circondato da colline e montagne che si affaccia fino al mare: vista magnifica e tante bellezze naturali e architettoniche.
- Il Santuario di Santa Sperandia, del XIII secolo, che custodisce il corpo della santa monaca benedettina patrona di Cingoli.
- Il Museo dell’Acqua, dedicato alla storia della diga, al territorio e alla natura che la circonda.
- Il Museo della Civiltà Contadina, con attrezzi e macchinari agricoli di una volta e la ricostruzione di una casa rurale, con camera e cucina.
- Il Museo del Sidecar, curiosa collezione privata di oltre cento pezzi divisi in cinque sezioni (turismo, commerciale, competizione, militare, bonsai), con foto, filmati e documenti originali sul mondo della motocarrozzetta. Si visita su prenotazione, per gruppi.
- Il Cristo delle Marche, grande scultura in granito nero alta 2,70 metri, opera di Nazareno Rocchetti del 2010: un Cristo senza croce che sembra abbracciare le Marche dall’alto. Ci si arriva con un bel sentiero nel bosco.

Lago di Caccamo
Il Lago di Caccamo è un bacino artificiale creato nel 1954 sbarrando il fiume Chienti per produrre energia elettrica, nel comune di Serrapetrona, al confine con Caldarola. È conosciuto anche come Lago di Borgiano o Lago di Pievefavera, dal nome delle frazioni affacciate sulle sue rive.
È uno dei tre laghi balneabili delle Marche: ARPA Marche controlla ogni estate tre punti di balneazione sulle sue sponde, tra stabilimenti e centro canoa. L’attività regina resta però la pesca, e grazie alla sua forma lunga e stretta è un campo di gara ideale per il canottaggio. Le sponde sono perfette per rilassanti passeggiate, escursioni e pic-nic.

Cosa non perdere al lago di Caccamo?
Serrapetrona, borgo ricco di bellezze artistiche e architettoniche, nato accanto al torrente Cesolone. Il suo territorio comprende le frazioni di Borgiano, Caccamo sul Lago, Castel San Venanzo e Villa d’Aria.
Lago di Fiastra
Il Lago di Fiastra è un bacino artificiale nato negli anni ’50 con la diga sul fiume Fiastrone, dentro il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a oltre 600 metri di quota e circondato da splendide montagne. Le sue acque, di un blu intenso, sono tra le più pulite della regione: è balneabile e ARPA Marche classifica “eccellenti” entrambi i suoi punti di balneazione. Ogni tanto ARPA segnala qualche fioritura algale stagionale, quindi prima di un tuffo conviene dare un’occhiata agli aggiornamenti.
A sinistra della diga le sponde sono piuttosto ripide, mentre a destra la riva è accessibile a tutti, grazie anche alla ciclopedonale lungolago: una valida alternativa alle spiagge affollate della costa. Le cose da fare sono tantissime: escursioni a piedi e in mountain bike, pesca, sport acquatici, uscite in barca a vela, in canoa e in pedalò, e per i bambini il parco avventura. D’inverno, con la neve, i dintorni si prestano a ciaspolate e sci. La zona è ben servita, con aree pic-nic, ristoranti, campeggi, agriturismi e alberghi.
Cosa non perdere al lago di Fiastra?
- Le Lame Rosse, il “Canyon delle Marche”, pinnacoli di roccia rossastra modellati dall’erosione di pioggia e vento.
- Il sentiero dal Lago di Fiastra alla Grotta dei Frati.
- La passeggiata lungolago del Sentiero Natura.
- Il Triathlon dei Monti Sibillini, importante gara sportiva, e le numerose gare di pesca.


Lago delle Grazie
Il Lago delle Grazie è un bacino artificiale sul fiume Chienti, a pochi chilometri da Tolentino, e prende il nome dalla vicina chiesa quattrocentesca di Santa Maria delle Grazie. Il lago occupa una trentina di ettari al centro dell’Oasi di protezione faunistica delle Grazie, un’area umida preziosa per flora e fauna.
Tra canneti, salici e pioppi vivono tanti uccelli legati all’acqua, come aironi cenerini e bianchi, garzette, nitticore e diverse specie di anatre, con i cormorani che arrivano numerosi d’inverno; tra i mammiferi c’è anche la puzzola, rara nel territorio marchigiano. Le acque poco profonde ne fanno una meta amata dagli appassionati di pesca sportiva. Non è balneabile.
Lago Le Vene
Il lago “Le Vene” si trova nella Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, tra i comuni di Tolentino e Urbisaglia, lungo il sentiero natura che attraversa i campi tra la “Selva” e il fiume Fiastra. È un piccolo lago artificiale nato da una ex cava di ghiaia, recuperata con la nascita della riserva: oggi è un’oasi dove osservare tantissime specie animali e vegetali.
Nella Selva e intorno al lago si possono incontrare farnie, aceri campestri, olmi e berretta del prete, e tra gli uccelli l’airone cenerino, la garzetta, la folaga, il tuffetto, il martin pescatore e la gallinella d’acqua. Il percorso da seguire è il sentiero natura “Il lago Le Vene”.

Cosa non perdere al lago Le Vene?
L’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, fondata nel 1142 da monaci cistercensi arrivati dall’abbazia di Chiaravalle di Milano, su terre donate dal duca Guarniero II. I monaci la costruirono in stile romanico-gotico dal sapore lombardo, riutilizzando anche i materiali della vicina città romana di Urbs Salvia.
Lago di Boccafornace – Valfornace
Il laghetto di Boccafornace è un piccolo bacino artificiale a Pievebovigliana, oggi nel comune di Valfornace, a pochi minuti a piedi dal paese. È alimentato da una sorgente carsica intermittente, che lo rende molto interessante anche dal punto di vista geologico.
Qui si viene per il nordic walking, le passeggiate sui sentieri intorno al lago (l’anello completo è di circa due chilometri), la mountain bike, l’osservazione degli animali acquatici e la pesca sportiva. In estate, quando l’acqua cala, si può visitare la grotta naturale accanto al lago, mentre d’inverno non perdere lo spettacolo del sifone carsico che lo alimenta. L’area è accessibile a tutti e ha una zona attrezzata per barbecue e pic-nic: un angolo di natura immerso nel silenzio.

Come raggiungere il Lago di Boccafornace?
A Pievebovigliana, lungo la strada provinciale 99, svolta in via Fornace: la strada è segnalata dal classico cartello turistico marrone. Prosegui per circa 300 metri fino a un bivio e prendi a destra la stradina imbrecciata che scende leggermente, segnalata da un cartello giallo un po’ nascosto dalla vegetazione. Continua ancora per qualche centinaio di metri sulla stradina di campagna, che da un lato costeggia un grande tubo fuori terra e dall’altro i campi, e arrivi al lago.
I laghi in provincia di Fermo
Lago di San Ruffino
Il Lago di San Ruffino è un bacino artificiale tra i comuni di Amandola e Monte San Martino, ai piedi dei Monti Sibillini. È nato nel 1961 con la costruzione di una diga sul fiume Tenna, per creare una riserva d’acqua per i periodi di siccità. Occupa circa 260.000 metri quadrati ed è circondato da un percorso naturalistico da fare a piedi, a cavallo o in mountain bike, tra una vegetazione ricca e varia.
Le attività sono tante: canoa, kayak, barca a vela, pesca sportiva e birdwatching. Al pontile si possono noleggiare pedalò, barche a remi e canoe; nella bella stagione si organizzano anche corsi di canoa, campi estivi per ragazzi, raduni di barche a vela, nordic walking e noleggio di bici.
Il Lago di San Ruffino è balneabile? No: non rientra tra le acque di balneazione ufficiali delle Marche, quindi il bagno non è previsto. Meglio goderselo in canoa o in pedalò.

Cosa vedere al lago di San Ruffino?
- L’Abbazia dei Santi Vitale e Ruffino, costruita sopra i resti di un’antica cripta per volontà del Vescovo di Fermo, con il convento e la grande torre campanaria quadrata del XIII secolo.
- Amandola, uno dei centri storici più importanti dei Monti Sibillini, famoso per il tartufo bianco e per la mela rosa dei Monti Sibillini, presidio Slow Food.
Curiosità sul lago di San Ruffino?
Lo chiamano il “lago fantasma“: dall’inizio dell’autunno alla fine della primavera la diga viene aperta e il lago si svuota quasi del tutto, lasciando al fiume il suo letto originario. Poi, come per magia, ricompare nei mesi caldi.
Cosa non perdere al lago di San Ruffino?
Le Vele di San Ruffino, spettacolare regata sul lago che coinvolge diversi comuni del Parco Nazionale dei Monti Sibillini: una festa che mescola sport, arte, storia, cultura ed enogastronomia.
Provincia di Ascoli Piceno
Lago di Gerosa
Il Lago di Gerosa è un bacino artificiale tra i comuni di Comunanza, Montemonaco e Montefortino, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Nasce dalla diga sul fiume Aso, costruita tra la fine degli anni ’70 e il 1983, e a pieno carico copre circa 64 ettari, con il Monte Vettore a fare da sfondo.
Le attività principali sono vela, canoa, pesca e birdwatching: è un’area importante per gli uccelli migratori e per le colonie di anatre di passaggio. I boschi intorno sono perfetti per il nordic walking e per avvistare caprioli, istrici e tassi. Lungo le rive ci sono piccole spiagge e lingue di terra battuta dove fermarsi a prendere il sole, anche se il lago non è tra le acque di balneazione ufficiali della Regione.

Lago di Palazzo Borghese
Il laghetto di Palazzo Borghese è un piccolo “lago effimero”: rinasce ogni primavera con lo scioglimento della neve e scompare nel giro di pochi mesi, a volte di poche settimane, a seconda dell’innevamento invernale e del clima. Si trova nel comune di Montemonaco, a 1.786 metri di quota, in un’ampia conca carsico-glaciale sotto le pareti del Monte Palazzo Borghese, nel cuore dei Sibillini.
Si raggiunge solo a piedi, con un sentiero per escursionisti esperti (si sale da Foce di Montemonaco lungo il Fosso Zappacenere). Le sue acque ospitano il Chirocefalo della Sibilla (Chirocephalus sibyllae), un minuscolo crostaceo grigiastro parente del più famoso Chirocefalo del Marchesoni del Lago di Pilato: i pochi giorni di vita del laghetto gli bastano per completare il suo intero ciclo vitale.
Lago di Pilato
Il Lago di Pilato è un lago glaciale di tipo alpino, uno dei pochissimi dell’Appennino, racchiuso in una stretta valle sotto la vetta del Monte Vettore, a 1.941 metri di quota, nel comune di Montemonaco. Si è formato nel Pleistocene superiore (tra 125.000 e 10.000 anni fa), quando i detriti di una morena hanno sbarrato la valle, ed è considerato l’unico lago naturale “vero” delle Marche.
Le sue dimensioni cambiano con le piogge e con lo scioglimento dei nevai, che in quest’area resistono spesso tutto l’anno. Quando l’acqua è abbondante i due bacini si uniscono e il lago prende la forma di un paio di occhiali: per questo lo chiamano “il lago con gli occhiali”. Le misurazioni fatte nel 1990 hanno stabilito una circonferenza di circa 900 metri, una larghezza di circa 130 metri e una profondità di 8-9 metri. Il lago non ha emissari visibili: sul fondo ci sono voragini che, attraverso canali carsici sotterranei, potrebbero collegarsi alle sorgenti del fiume Aso.
Qui vivono due piccolissimi abitanti. Il più famoso è il Chirocefalo del Marchesoni, un crostaceo rosso di 9-12 millimetri che nuota a pancia in su, vero “fossile vivente” che esiste solo in questo lago: lo scoprì nel 1954 il professor Vittorio Marchesoni, botanico dell’Università di Camerino. L’altro è un piccolo coleottero acquatico nero, il ditiscide, di origine boreo-alpina.

Curiosità sul lago di Pilato?
Da secoli il lago è considerato un luogo misterioso e magico, al centro di tante leggende. La più famosa gli dà il nome: l’imperatore Tito Vespasiano avrebbe fatto giustiziare Ponzio Pilato per non aver impedito la crocifissione di Gesù, ordinando poi di caricarne il corpo su un carro trainato da bufali e di portarlo ovunque, senza lasciargli trovare pace. Lungo il tragitto, proprio in cima al Monte Redentore, il corpo cadde dal carro e rotolò giù fino alle acque del lago, dove riposerebbe ancora oggi.
Altre leggende raccontano che sul fondo si apra l’ingresso degli Inferi: nel Medioevo la zona era frequentata da negromanti e maghi, tanto che le autorità ne vietarono l’accesso, circondarono le acque di muri a secco e piazzarono una forca all’inizio del sentiero come avvertimento.
Oggi i divieti sono di tutt’altro tipo, ma altrettanto seri: al Lago di Pilato non si può fare il bagno, non si può toccare l’acqua, non si possono portare cani e bisogna restare a distanza dalla riva, per non inquinare l’habitat e non schiacciare le uova del chirocefalo.
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Fonti
- ARPA Marche — Balneazione
- ARPA Marche — Relazione sulle acque di balneazione, stagione 2025
- Wikipedia — Gola del Furlo
- Consorzio di Bonifica delle Marche — Diga di Mercatale
- Wikipedia — Portonovo
- Turismo Marche (letsmarche.it) — Lago di Polverina
- Wikipedia — Lago di Cingoli
- Wikipedia — Lago di Caccamo
- Wikipedia — Lago di Fiastra
- Turismo Marche — Lago delle Grazie
- Parks.it — Sentiero natura “Il lago Le Vene”
- Wikipedia — Abbazia di Chiaravalle di Fiastra
- Valfornace Turismo — Lago di Boccafornace
- Comune di Monte San Martino — Il Lago di San Ruffino
- Wikipedia — Lago di Gerosa
- Lo Scarpone (CAI) — Il mistero effimero del laghetto di Palazzo Borghese
- Wikipedia — Lago di Pilato

Perché il lago di Mercatale non c’è?
Come no?! C’è, è il secondo lago di cui parliamo: Lago di Sassocorvaro – Mercatale