Articolo a cura della redazione di Amarche — aggiornato il 13 agosto 2026
Cingoli, il borgo arroccato sul Monte Circe che guarda insieme colline, monti e mare: ecco cosa vedere nel Balcone delle Marche.

Indice
Dove si trova Cingoli?
Siamo nell’entroterra della provincia di Macerata, a 631 metri sul livello del mare. Il borgo sorge sulla sommità del Monte Circe e dalla sua altura si vede dal mar Adriatico e dal Monte Conero fino agli Appennini, con il Monte San Vicino e il Monte Cucco tra gli altri. Nella vallata sotto il borgo scorrono il fiume Musone e il fiume de Laque. Cingoli comprende 30 frazioni.
Cosa vedere a Cingoli?
Ciao amici! Oggi siamo a Cingoli, soprannominato “il Balcone delle Marche” perché domina tutta la vallata del Musone: dalla sua altura si gode un panorama incredibile, tra i più belli di tutta la regione.

Viali Valentini e Parco
Partiamo dalla zona dei Viali Valentini, una lunga passeggiata alberata con parco giochi per bambini e un bel bar con tavolini all’aperto: il punto di partenza ideale per chi arriva a Cingoli e vuole avvicinarsi al centro storico con calma.


Porta Piana
Oltrepassata la cinta muraria attraverso la meravigliosa Porta Piana si accede al borgo medievale.

Palazzo Castiglioni
Ci incamminiamo lungo il corso in salita, dove si affaccia la dimora di Papa Pio VII, Palazzo Castiglioni. Realizzato nel ‘600, presenta una facciata in travertino caratterizzata da cornici spezzate.

Piazza Vittorio Emanuele

Terminata la salita giungiamo in Piazza Vittorio Emanuele: nell’ampio spiazzo si possono ammirare alcuni edifici interessanti come il massiccio Palazzo del Comune e la Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Palazzo del Comune
Il palazzo, edificato a partire dal ‘200 su un precedente edificio romano, fu rinnovato nel 1482 dal Mastro Antonio da Milano, che realizzò il quadrante in pietra bianca dell’orologio della torre. Meno di cinquant’anni dopo, nel 1530, vennero aggiunti otto pilastri per stabilizzare la struttura, e l’anno seguente il cardinale Egidio Canisio, umanista e governatore perpetuo di Cingoli, volle la facciata rinascimentale che vediamo oggi, realizzata dal Mastro Ambrogio Inganna da Varese con il caratteristico bicromatismo di mattoni e pietra bianca.

Al piano nobile del Palazzo Comunale, nella Sala degli Stemmi, si può ammirare il capolavoro dell’arte cittadina: “La Madonna del Rosario” di Lorenzo Lotto, datata e firmata con certezza 1539. Il dipinto fu commissionato dalla Confraternita del Rosario per l’altare maggiore della chiesa di San Domenico, dove è rimasto per secoli, prima di essere trasferito qui per motivi di conservazione. Il pittore raffigura il Mistero del Rosario in quindici medaglioni disposti su tre file intorno al capo della Vergine, con un’ambientazione ricca di dettagli realistici come il muretto di mattoni sbrecciati e la spalliera di rose rampicanti. Con gesto contenuto, la Madonna consegna il rosario a San Domenico di Guzman, fondatore dell’ordine, mentre Sant’Esuperanzio, patrono di Cingoli, offre al Bambino un modellino della città.
Museo Archeologico
Al piano terra del Palazzo Comunale si trova il Museo Archeologico, con reperti che vanno dalla preistoria all’età del bronzo fino all’epoca romana: ceramiche, oggetti in bronzo e vetro, rivestimenti architettonici, un lapidario con epigrafi, sculture e una collezione di monete dall’età repubblicana al tardo impero.
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Usciti dal palazzo ci troviamo davanti alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, datata 1615. L’esterno è sobrio, mentre all’interno si possono osservare tre absidi poligonali, di cui una raffigurante la Vergine Assunta tra i Frati, opera del pittore locale Donatello Stefanucci. Nella sacrestia sono conservati importanti polittici del XIV-XV secolo, monumenti sepolcrali e una tela con la Vergine col Bambino in trono fra i santi, utilizzata ogni anno nella processione della festa dell’Assunta.

Chiesa di San Filippo Neri
Percorrendo via del Podestà, una delle vie più caratteristiche del paese, si giunge alla Chiesa di San Filippo Neri, che ha un bel portale romanico. All’interno troviamo un bell’esempio di barocco marchigiano: un’unica navata con abside semicircolare, cappelle laterali a nicchia e una fastosa decorazione a stucchi e affreschi con scene bibliche e figure allegoriche. La scenografica decorazione della volta è opera del pittore anconetano Pier Simone Fanelli, lo stesso artista a cui si deve il celebre “Miracolo delle Ciliegie” custodito nel Santuario di Santa Sperandia: qui a San Filippo Neri decorò tutto il presbiterio insieme a Paolo Marini.
Il Balcone delle Marche
Respiriamo una bella atmosfera passeggiando tra viuzze e palazzi antichi fino ad arrivare in via Balcone delle Marche, dove la cinta muraria finisce e si gode di un favoloso paesaggio verdeggiante. Da questa terrazza lo sguardo si perde tra le colline, il mare e i monti. La veduta è assolutamente mozzafiato!

Collegiata di Sant’Esuperanzio
Dopo aver scattato “un rullino” di foto, scendiamo verso la macchina per visitare la Collegiata di Sant’Esuperanzio, appena fuori dal centro storico. Il primo documento che ne attesta l’esistenza risale al 1139, quando papa Innocenzo II ne confermò la proprietà al monastero di Fonte Avellana; la chiesa attuale, in stile romanico-gotico, fu ricostruita a partire dal 1250 in pietra arenaria e breccia rosata. La facciata massiccia conserva un portale del 1295, abbellito da bassorilievi raffiguranti il Santo, con un’iscrizione gotica che ricorda il “mastro Giacomo” autore dell’opera.

All’interno la navata unica, larga 15 metri e lunga oltre 33, è scandita da sei arconi ogivali poggianti su pilastri rettangolari. Tra gli affreschi superstiti si possono ammirare La Madonna col Bambino e i Santi Esuperanzio e Bernardino da Siena, il meglio conservato, del 1503 e realizzato da Antonio Solario detto lo Zingaro; La Vergine col Bambino, Santa Caterina d’Alessandria e Sant’Orsola; l’Annunciazione del 1434 circa, attribuita ad Arcangelo di Cola da Camerino; La Vergine col Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano, del 1508, dipinto da Andrea da Jesi; e infine La Pietà con i Santi Antonio Abate, Giovanni Battista e Cristoforo, del XV secolo.




Nella cripta, costruita tra il 1755 e il 1777, sono custodite in un’urna le reliquie del Santo patrono, ritrovate nel 1495 e traslate qui definitivamente nel 1777.
Cosa non perdere a Cingoli?
Carosello dell’Ultimo Sole
In via della Portella, nel cuore del centro storico, si nasconde uno dei dettagli più originali di Cingoli. È un orologio meccanico animato, ideato dal maestro campanaro Sauro Corinaldi insieme a Riccardo Serrani e inaugurato la sera del 9 agosto 2017. Ogni giorno, circa 40 minuti prima del tramonto ufficiale, il meccanismo si anima: le campane suonano un arrangiamento firmato dal maestro Sergio Misici che intreccia le note de “Il Pescatore” e de “La Collina” di Fabrizio De André, mentre due figure animate prendono vita sul quadrante. Se passate di lì verso sera, vale la pena fermarsi qualche minuto e aspettare.

Parco delle Pietre Vive
Un parco pubblico immerso nel verde, poco distante dal centro storico, che dal 2009 ospita installazioni di arte contemporanea di diversi scultori, tra cui Leonardo Nobili. Le opere sono disseminate lungo i prati e cambiano nel tempo: una bella scusa per una passeggiata diversa dal solito giro tra i monumenti.


Eremo di Santa Sperandia
Il Santuario di Santa Sperandia custodisce il corpo della Santa, monaca benedettina nata a Gubbio nel 1216 e vissuta a Cingoli fino alla morte, nel 1276, dove è venerata come compatrona insieme a Sant’Esuperanzio e San Bonfilio (la sua venerazione fu riconosciuta ufficialmente nel 1635). La chiesa si trova appena fuori le mura, vicino a Porta Pia, mentre le grotte dove la monaca visse in eremitaggio sono più lontane, al confine tra i territori di Cingoli e San Severino Marche, sul Monte Acuto: si raggiungono con un sentiero immerso nel bosco.
- Come si arriva all’Eremo di Santa Sperandia? Faremo un articolo dedicato al Santuario e al sentiero che conduce in questo luogo affascinante. Clicca qui per vedere dove si trova l’Eremo sulla mappa.
Lago di Cingoli
Lago di Castreccioni, il più grande bacino artificiale balneabile di tutto il centro Italia, oltre che il più grande della regione Marche. Il perimetro del lago è attrezzato con stabilimenti, aree pic-nic, punti di avvistamento e itinerari, ed è riconosciuto come Oasi Provinciale di Protezione Faunistica per gli uccelli acquatici migratori.
Museo dell’Acqua
Dedicato alla storia della diga di Castreccioni, al suo territorio e alla natura circostante.
Museo della Civiltà Contadina
Qui si può ammirare una raccolta di oggetti, attrezzature e macchinari agricoli antichi. Nel museo è stata ricostruita una casa rurale, con gli ambienti della camera e della cucina.
Museo del Sidecar
Una curiosa collezione di oltre cento pezzi, suddivisa in cinque sezioni: turismo, commerciale, competizione, militare e “bonsai” (le riproduzioni in miniatura). Tra i pezzi più singolari ci sono il sidecar più lungo al mondo, un Böhmerland del 1932, il più largo, un Indian Chief del 1925, e il più piccolo, un Excelsior Corgi del 1946. Si possono ammirare anche foto, filmati e documenti originali sul mondo della motocarrozzetta. La collezione privata è visitabile per gruppi su prenotazione.
Il Cristo delle Marche
Una grande scultura scura alta 2,70 metri, posta su un grande masso bianco in località Avenale. Un Cristo senza croce che sembra quasi abbracciare le Marche su cui si affaccia. L’opera, del 2010, è di Nazareno Rocchetti. Ci si arriva tramite un bel sentiero nel bosco, scopri di più!

Antico Ponte Romano dell’Intagliata
Collocato lungo il fiume Musone, nonostante il nome è in realtà un ponte medievale, databile tra l’XI e il XII secolo: faceva probabilmente parte di un sistema fortificato lungo una zona di confine tra il fronte longobardo e i territori bizantino-ravennati. Oggi versa purtroppo in stato di abbandono, ma resta un luogo suggestivo, raggiungibile con una bella e rilassante passeggiata, vicino ai resti dell’antico mulino dell’Intagliata.
Curiosità su Cingoli?
- Un’antica leggenda narra che l’origine del nome del monte (Monte Circe) sia da attribuire alla popolazione insediata nella zona, di origine Sabina e devota alla maga Circe.
- Cingoli fa parte dell’associazione dei Borghi più belli d’Italia.
- In estate, in collaborazione con il San Severino Blues Festival, la città organizza in Piazza Vittorio Emanuele un concerto gratuito con artisti di fama.
A chi consigliamo la visita di Cingoli?
Il borgo è una meta turistica soprattutto d’estate, per il suo clima asciutto, fresco e addirittura freddo in alcune serate. Offre al visitatore la possibilità di godere di assoluto relax, pace e contatto con la natura.
Tante sono le attività per le famiglie con bambini o ragazzi: dal Parco Avventura al lago di Castreccioni, ai parchi acquatici nelle vicinanze, alle passeggiate a cavallo e ai tanti sentieri immersi nella natura.
Le serate estive sono animate da concerti e spettacoli vari. La visita a Cingoli è un’esperienza appagante a qualsiasi età.
Quali sono gli eventi più famosi di Cingoli?
- Festa del Folclore e della Trebbiatura, con utensili e macchinari agricoli d’epoca, stand gastronomici… (luglio)
- Rievocazione Storica 1848: giochi, spettacoli, sfilate e balli in costume (luglio)
prossimi eventi a Cingoli
Area Camper Cingoli
A Cingoli troverete una comoda area camper comunale a pagamento dotata di tutti i servizi: elettricità, carico acqua e scarico. Al momento il costo è di 10€ al giorno, da pagare alla ProLoco.


Se hai domande, o se vuoi lasciare suggerimenti su cosa vedere a Cingoli, o se hai trovato errori o inesattezze, lascia un messaggio qui sotto!
Fonti
- Comune di Cingoli — Palazzo Comunale
- Wikipedia — Palazzo Comunale (Cingoli)
- Wikipedia — Madonna del Rosario (Lorenzo Lotto)
- Wikipedia — Collegiata di Sant’Esuperanzio
- Comune di Cingoli — Santuario di Santa Sperandia
- Cronache Maceratesi — Innalzato il Cristo delle Marche (2010)
- Cronache Maceratesi — Il Carosello dell’Ultimo Sole (2017)
- FAI — Ponte dell’Intagliata o Ponte Romano
- Turismo Marche — Lago di Castreccioni o di Cingoli
- Regione Marche — Museo del Sidecar di Cingoli

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