Ripatransone è conosciuto come il “Belvedere del Piceno”. Dalla sua altura si gode un meraviglioso panorama dal Gran Sasso ai Monti Sibillini, dal Monte Conero al Gargano. Il borgo è ricco di testimonianze storiche ben conservate ed è stato insignito del prestigioso titolo di “Bandiera Arancione” assegnato dal Touring Club Italiano.
Indice
Dove si Trova Ripatransone?
Ripatransone sorge su una collina di circa 490 metri s.l.m. a pochi chilometri dal Mar Adriatico, in provincia di Ascoli Piceno.

Cosa vedere a Ripatransone?
Ciao Amici, oggi ci troviamo a passeggiare in uno dei borghi più panoramici della provincia ascolana, Ripatransone. La sua posizione strategica ci consente di spaziare oltre lo scenario marchigiano fino in Abruzzo e perdersi nel Mar Adriatico fino alla Dalmazia (in caso di cielo terso!).

Porta di Monte Antico
La nostra visita inizia dalla Porta di Monte Antico, datata XV-XVI secolo, uno degli ingressi al centro storico. La sua pianta è quadrata con merlatura ghibellina ed era inserita nella lunga e complessa cinta muraria. Attualmente sono visibili altre tre porte: Cuprense, d’Agello e San Domenico.
Oltrepassata la porta alle nostre spalle proseguiamo su via Cuprense, una lunga balconata che si affaccia sulle colline, i calanchi e le montagne.

Piazza Matteotti
Le indicazioni per il centro ci fanno imboccare la piccola via, a sinistra, lungo corso Vittorio Emanuele tra vecchie abitazioni in pietra, gallerie d’arte e negozi fino ad arrivare al cuore di Ripatransone in Piazza Matteotti, dove si affacciano eleganti logge con colonne in laterizio e legno in stile veneziano, Palazzo Massi Mauri del XVIII secolo e Casa Teodori- Maroni.



Duomo Santi Gregorio Magno e Margherita
A due passi sorge il Duomo in onore ai Santi Gregorio Magno e Margherita. L’edificio è formato da tre luoghi di culto, perché all’interno è collocata una cappella della Madonna di San Giovanni e una cripta della Misericordia e Morte. La struttura fu progettata dall’architetto Gaspare Guerra alla fine del’500. La facciata in mattoncini è divisa da tre portali e fu realizzata nel XIX secolo dall’architetto Giuseppe Rossetti, il campanile venne costruito nel 1902 da Francesco Vespignani, il quale collocò in cima una statua in rame del Redentore alta 7 metri, della fonderia Luigi Del Bo di Milano, e quattro campane.


Entrati veniamo accolti in uno spazio a croce latina diviso da tre navate, notiamo la fine decorazione pittorica del pittore Michelangelo Bedini, il coro ligneo dei canonici del’600, la statua di gesso di San Gregorio realizzata da Fedele Bianchini discepolo di Canova e molte altre tele.


Chiesa di S. Agostino
A destra del Duomo spicca la Chiesa di S. Agostino datata XV-XVIII secolo, sconsacrata, attualmente è sede del Museo Vescovile.

Piazza XX Settembre
Continuiamo lungo il corso fino ad arrivare in Piazza XX Settembre: a sinistra sorge la Chiesa di San Rocco con un bel portale di arenaria del XVI secolo, il meraviglioso Palazzo Podestà con Loggiato in stile romanico-gotico del ‘300 e la scultura in onore a Luigi Mercantini famoso poeta, patriota e primo direttore del Corriere Adriatico. A destra spicca il Palazzo Municipale del XIII secolo con una ringhiera in travertino e un portale a bugne sovrastato dallo stemma comunale rappresentato da un leone su cinque colli.



Piazza de Tharolis
Poco più avanti si apre Piazza de Tharolis. Al centro è collocato il maestoso Monumento ai Caduti del 1931 che raffigura l’Angelo della Vittoria, opera di Ermanno Natali, e il minaccioso cannone cecoslovacco della Prima Guerra Mondiale.
Bianca Benvignati De’ Tharolis fu una valorosa nobildonna ripana. Nel XVI secolo organizzò un vero e proprio esercito al femminile radunando tutte le sue amiche. Le “soldatesse” riuscirono a liberare Ripatransone dall’assedio spagnolo nel 1521.

Vicolo più stretto d’Italia
Proseguiamo a destra, in mezzo alle case, per raggiungere e attraversare (chiedendo permesso al gatto!) il vicolo più stretto d’Italia.
Si può camminare lungo il vicolo che ha uno spazio di soli 43 cm tra una abitazione e un’altra! L’opprimente passaggio ha i requisiti giusti per essere considerato un vicolo poiché nel cunicolo si affacciano finestre, porte ed è percorribile. E’ ben segnalato da una targa.

Le Fonti
La visita al borgo si fa sempre più interessante, tra antiche chiese e nobiliari palazzi circoscritti dalla muraglia in laterizio veniamo piacevolmente trasportati fino a giungere al suggestivo Complesso delle Fonti, un’antica sorgente pubblica che veniva utilizzata per bere o come lavatoio. Vista l’importanza strategica di avere una fonte di acqua prossima al borgo, la zona era protetta da una seconda fortificazione risalente al 1447.


Il sito ben restaurato attualmente ospita il Teatro delle Fonti, uno spazio semicircolare all’aperto dove ogni anno si organizzano concerti rock, jazz, pop e spettacoli d’opera.


La nostra passeggiata è giunta al termine, ritorniamo in via Cuprense per godere del bellissimo paesaggio illuminato dal tramonto mentre ascoltiamo il suono delle campane.
Cosa non perdere a Ripatransone?
Museo Civico Palazzo Bonomi Gera
Il Museo Civico Palazzo Bonomi Gera, nel cuore del borgo spicca questo edificio costruito alla fine del XVII dall’architetto Luzio Bonomi e donato, assieme alla sua collezione, alla città dallo scultore Uno Gera. All’interno del palazzo sono presenti:
- la Pinacoteca Civica, dove si possono ammirare sette tavole di Vittore e Carlo Crivelli, due affreschi di Giacomo da Campli, tre opere di Vincenzo Pagani;
- la Galleria Arte Contemporanea, che espone opere dello scultore marchigiano Pericle Fazzini, due sculture in bronzo, due acqueforti, venticinque serigrafie, tre tele di Remo Brindisi dieci incisioni e un acquarello di Arnoldo Ciarrocchi e Adolfo De Carolis, 22 tele del pittore ripano Giuseppe Canali e numerose altre opere;
- il Museo Storico Risorgimentale “Luigi Mercantini”, un allestimento dedicato al nativo ripano e alla storia italiana, un approfondimento del particolare momento sociale, economico e politico;
- la Raccolta storico-etnografica, un insieme di manufatti religiosi raccolti e classificati da Don Cesare Cellini, provenienti da altri musei, come il Pigorini di Roma; la mostra è suddivisa in aree geografiche: l’Europa, l’Africa, l’Asia, le Americhe e l’Oceania;
- la Gipsoteca Gera, che custodisce opere realizzate dall’artista Uno Gera, cento gessi tra ritratti, autoritratti, busti, statue e bassorilievi;
- il Museo Civico Archeologico “Cesare Cellini”, realizzato grazie all’omonimo reverendo che regalò la sua preziosa collezione privata arricchita da oggetti della Preistoria fino al Medioevo, reperti della necropoli dell’età del Ferro, dell’età del Bronzo, vasellame fittile, ornamenti, armi, elmi, punte di lancia, asce, pugnali e reperti romani.
Museo Vescovile di Arte Sacra
Il Museo Vescovile di Arte Sacra, Musei Sistini del Piceno, si trova all’interno dell’antica chiesa di Santa Caterina d’Alessandria rinominata Sant’Agostino del XIV secolo. L’edificio custodisce molte opere: un elegante affresco della Madonna con Bambino tra i santi Pietro e Paolo datato ‘400 del Maestro di Loreto Aprutino; un affresco raffigurante la Madonna del Soccorso del’500 di Vincenzo Pagani; un imponente pala d’altare di Giovan Battista Ragazzini del’500; l’Adorazione della Croce dell’artista Girolamo Cialdieri di Urbino; la meravigliosa e di finissimo intaglio l’opera scultorea della patrona di Ripatransone, Santa Maria Maddalena sollevata dagli angeli. [info]
Calanchi
I Calanchi, ben visibili nella parte sottostante del paese, sono un fenomeno geomorfologico datato plio-pleistocenico. Si creano profondi solchi sul terreno argilloso e sabbioso a causa dell’erosione delle acque piovane e dalle alte temperature. Quest’ultimi con il continuo dilagamento si sono allungati, suddivisi in numerose creste e diffusi in ogni parte dell’intero versante.

Museo Vescovile di Arte Sacra
Il Museo della Civiltà Contadina e Artigiana del Medio Piceno si trova all’interno delle ex-Cantine Cardarelli, nato nel 1990 grazie a donazioni private, attualmente ospita oltre 2000 oggetti della tradizione rurale e manufatti artigianali. Il ricco assortimento è suddiviso in 4 temi principali: Terra, Acqua, Vino e Pane.
Il visitatore viene catapultato in “una casa” d’altri tempi, in un’antica bottega artigianale (fabbro, falegname, tessitore..) può ammirare vecchi lumi ad olio, la bugia con candela, vasellame degli anni ’60 della ditta Peci, tre carri decorati, una sterza, un calesse, molti giocattoli e tanto altro.
Curiosità su Ripatransone
Il ciavarro, in dialetto “lu ciavarre”, è una ricetta tradizionale di Ripatransone. Si tratta di una zuppa a base di ben 12 varietà di cereali e legumi: fagioli rossi, fagioli cannellini, fagioli borlotti, fagioli bianchi di Spagna, piselli secchi, ceci, fava, favino, cicerchia, lenticchie, grano e granoturco. In origine era un piatto tipico del 1° Maggio quando con la grande festa dei lavoratori si svuotavano le credenze!
Uno Gera, nato a Ripatransone il 4 giugno del 1890 era un illustre magistrato, scultore, mecenate e filantropo. Si trasferì a Roma dove si laureò in giurisprudenza e frequentò la bottega d’arte del Mastro Arturo Dazzi. Partecipò e vinse concorsi nazionali realizzando imponenti monumenti in onore ai caduti [info]:
- Allegoria della Vittoria che premia un soldato, a Cippo 1925
- Soldati romani innalzano il labaro, Acquapendente VT 1920-1921
- Allegoria della morte del soldato, montefiascone VT 1922 – 1922
Le prime mura difensive risalgono all’anno 822 fatte erigere dal conte Trasone, successivamente ampliate avevano un perimetro di 2.418 metri e racchiudevano all’interno ben quattro castelli. Nel XV secolo venne costruita un ulteriore fortificazione denominata il Complesso delle Fonti, per salvaguardare le risorse idriche di Ripatransone, composta da una corte e due porte: Cuprense e San Domenico.


Il Duomo di San Gregorio e Santa Margherita è definito basilica minore e triplice santuario, in quanto si accede ad altri due luoghi di culto: il Santuario della Madonna di Loreto o di San Giovanni e la cripta della Misericordia e Morte. Il primo ambiente custodisce il miracolo simulacro della Vergine del ‘600 opera di Sebastiano Sebastiani, quattro statue di Luigi Fontana, lampadari di Murano e un coro ligneo a due ordini dell’intagliatore Sante Morelli di Montegiorgio. Il secondo fonda le sue origini nel 1597, venne modificato nel 1972 e attualmente ospita quattro salme dei vescovi di Ripatransone.


Quali sono gli eventi più famosi a Ripatransone?
La festa del Cavallo di Fuoco, rievocazione storica alquanto folcloristica e spettacolare, una delle più originali d’Italia. L’evento popolare è molto acclamato e fonda le sue radici nel culto religioso. Il 10 maggio del 1682 giunse nel borgo medievale un fuochista da Atri per la festa della Madonna di San Giovanni e fece, in sella al suo cavallo, un meraviglioso spettacolo. Tutti rimasero stupiti e da allora si celebra questa particolare festa utilizzando un cavallo di legno o in ferro. La manifestazione del Cavallo di Fuoco è Patrimonio d’Italia per la Tradizione. (Pasqua)
Hotel Ripatransone
Dove dormire a Ripatransone? Grazie a TripAdvisor potrai confrontare le migliori strutture ricettive (hotel, b&b, agristurismo…) trovando la tariffa più conveniente!
Cosa vedere vicino Ripatransone?
Se ami il mare e le spiagge Ripatransone dista poco più di 10 km dal mare: la famosa Riviera delle Palme. Le località più vicine sono Grottammare e Cupra Marittima raggiungibili in 20 minuti di auto circa. Poco più distante la bellissima San Benedetto del Tronto.
Se preferisci un giro tra i borghi ti consigliamo una visita ad Offida (meno di 20 minuti di auto), o l’itinerario dei piccoli borghi della Val d’Aso (a cui abbiamo dedicato un articolo qui).
Per raggiungere il capoluogo di provincia, Ascoli Piceno, occorrono circa 45 in auto. Stessa distanza per Fermo.
Se ami la montagna, le camminate ed il trekking, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini dista circa 1 ora.
Qui trovi invece tutti i nostri consigli sulla provincia di Ascoli Piceno!










[…] Musei Sistini del Piceno, una fitta rete di musei di arte sacra dedicata a Sisto V, il Papa ebbe un breve ma intenso pontificato dal 1585 al 1590 rimase sempre affezionato alla sua terra nativa a San Benedetto del Tronto. Le sedi espositive ad oggi sono 10 dieci: San Benedetto del Tronto, Comunanza, Rotella, Castignano, Force, Grottammare, Montalto, Montemonaco, Monteprandone e Ripatransone. […]