Articolo a cura della redazione di Amarche — aggiornato il 13 agosto 2026
Cosa vedere a Urbino, la “Città Ideale” patrimonio Unesco tra i più importanti centri rinascimentali d’Italia. Ha dato i natali a Raffaello Sanzio e a Federico da Montefeltro, ed è stata la culla artistica anche di Piero della Francesca. Camminare su queste strade vuol dire immergersi in un passato ricco di storia, arte e cultura: una tappa da non perdere durante il vostro viaggio nelle Marche.

Indice
- Mappa turistica Urbino
- Dove si trova Urbino?
- Cosa vedere a Urbino?
- Statua di Raffaello
- Casa Natale di Raffaello
- Chiesa San Francesco
- Piazza della Repubblica
- Oratorio San Giuseppe
- Oratorio di San Giovanni
- Porta Valbona
- Data – scuderie ducali
- Rampa elicoidale
- sotto il Palazzo Ducale
- Chiesa di San Domenico
- Cattedrale di Santa Maria Assunta
- Palazzo Ducale – Galleria Nazionale delle Marche
- Fortezza Albornoz
- Chiesa di San Bernandino
- Cosa non perdere a Urbino?
- Curiosità su Urbino?
- Quali sono gli eventi più famosi di Urbino?
- Piatti tipici di Urbino
- Area Camper Urbino
video su cosa vedere ad Urbino
Mappa turistica Urbino
In questa mappa turistica interattiva abbiamo segnato i luoghi da non perdere di Urbino.
Dove si trova Urbino?
Urbino si trova nell’entroterra nord della regione Marche, nella zona meridionale del Montefeltro.
Cosa vedere a Urbino?

Ciao amici, oggi vi parliamo di Urbino, dove abbiamo passato due splendide giornate. Siamo in una delle città d’arte più prestigiose delle Marche, Patrimonio Unesco, che attrae visitatori da tutto il mondo.

Statua di Raffaello
La visita inizia dai giardini di Piazzale Roma, dove ammiriamo sia il bel panorama che la statua bronzea dedicata al pittore Raffaello Sanzio, il cittadino urbinate più famoso. L’opera fu realizzata dallo scultore torinese Luigi Belli, vincitore di un concorso bandito nel 1883 dall’Accademia Raffaello, e venne inaugurata nel 1897 in occasione della prima Mostra internazionale raffaellesca. Si trovava originariamente in Piazza Duca Federico, davanti al Palazzo Ducale, e fu spostata qui solo nel 1947. Ritrae l’artista con in mano la tavolozza e i pennelli. Sul basamento possiamo vedere figure allegoriche come i putti, il Genio e la Rinascenza, e una serie di medaglioni con i ritratti di altri grandi artisti legati a Raffaello: Bramante, Perugino, Giulio Romano, Timoteo Viti, Giovanni da Udine, Perin del Vaga e Marcantonio Raimondi.

Il monumento incastonato in “un’oasi verde” è incorniciato da una serie di busti di illustri personaggi.

Casa Natale di Raffaello

Entriamo nel borgo da Pian del Monte e scendiamo lungo via Raffaello fino a giungere all’uscio della “Casa Natale di Raffaello“.

Una dimora che vide la sua nascita fisica nel 1483 nonché artistica, grazie alla formazione nella bottega del padre Giovanni Santi, pittore, poeta ed umanista alla corte di Federico da Montefeltro, che aveva acquistato la casa nel 1460 per farne la propria bottega.

Nella stanza dove nacque il pittore si può ammirare un affresco della Madonna col Bambino la cui attribuzione è ancora dibattuta tra gli studiosi: c’è chi lo assegna al padre Giovanni Santi e chi, invece, lo considera una delle primissime prove del giovanissimo Raffaello, forse un ritratto della madre Magia con lui in braccio.
L’edificio del XV secolo oggi è sede del museo e dell’Accademia Raffaello. All’interno le sale custodiscono le prime opere di Raffaello e del padre, come l’Annunciazione, la Madonna della Seggiola, la Visione di Ezechiele, la Madonna col Bambino, la Madonna della Palma, molti quadri di pregio, ceramiche del XVIII secolo, antica mobilia lignea, manoscritti, edizioni rare, monete e ritratti.

Dal secondo piano possiamo ammirare un grazioso cortiletto in pietra locale con un pozzo, delle arcate, un lavabo in pietra e un attrezzo usato dai pittori per mescolare e macinare i pigmenti colorati.

Chiesa San Francesco

Usciamo e proseguiamo in discesa, passando davanti alla chiesa di San Francesco, affiancata da un fantastico cortile adibito a mercato delle erbe, un raffinato campanile e il convento. L’enorme complesso ecclesiastico è sorto nel XIV secolo in stile romanico-gotico; dell’antica chiesa oggi rimane ben poco: il portale, un frammento di affresco raffigurante il Cristo crocifisso opera dei fratelli Salimbeni, il campanile, la cappella ipogea sottostante e i fregi cinquecenteschi di Costantino Trappola. La facciata è abbellita dall’elegante porticato in pietra bianca con arcate in pietra e laterizio su colonne ottagonali.

All’interno la ristrutturazione del ‘700 ampliò le navate: da due divennero tre, su pianta a croce latina. L’ambiente è suggestivo e commemorativo: vi si osservano alcune lastre marmoree dedicate a importanti personaggi di Urbino sepolti nell’antico chiostro cimiteriale francescano, come i genitori di Raffaello Sanzio, i conti da Montefeltro, Antonio Galli, Federico Barocci, Muzio Oddi e molti altri.


Tra le opere ricordiamo la grande tela del Perdono d’Assisi di Federico Barocci, il dipinto San Pietro che battezza i Santi Processo e Martiniano di Giuseppe Passeri, San Pietro che battezza il centurione Cornelio di Ercole Procaccini, il settecentesco coro ligneo dell’intagliatore Giuseppe Tosi e il sarcofago paleocristiano in marmo con le reliquie di Sant’Eustachio e la sua famiglia.

Piazza della Repubblica
A due passi dalla chiesa troviamo Piazza della Repubblica, nella quale si incrociano diverse strade principali e dove si affacciano eleganti edifici: il Palazzo degli Scolopi del XVIII secolo, sede del Collegio Raffaello, il Palazzo del Legato Albani e alcuni locali e botteghe storiche.

Scendiamo per via Giuseppe Mazzini e voltiamo subito in via Barocci, seguendo le indicazioni per l’Oratorio di San Giuseppe e l’Oratorio di San Giovanni Battista, dove si fa un biglietto unico per le due attrazioni.
Oratorio San Giuseppe
L’Oratorio San Giuseppe venne fondato nel XVI secolo dal padre francescano Gerolamo Recalchi da Verona.

I meravigliosi ambienti interni ospitano opere di grande lustro: la statua di San Giuseppe, oggetti d’argento in stile barocco-romano, il bassorilievo La Madonna con Bambino del ‘400 realizzato da Domenico Rosselli, il solenne presepe in tufo e pietra pomice del ‘500 dello scultore Federico Brandani, e i settecenteschi ritratti e antichi abiti delle confraternite.

Nella Cappella dello Sposalizio spicca la meravigliosa tela neoclassica raffigurante il Matrimonio di Maria e Giuseppe, incorniciata da nivei putti e angeli in stucco realizzati da Giuseppe Valadier e Francesco Antonio Rondelli.

Concludiamo il tour all’interno dell’oratorio nella spettacolare chiesa minuziosamente affrescata dal pittore urbinate Carlo Roncalli e riccamente abbellita dalla candida statua in marmo bianco di San Giuseppe dello scultore Giuseppe Lironi, dalla maestosa edicola marmorea con due colonne in porfido rosso, dall’antico ombrellino processionale in filo d’oro e dal settecentesco organo di Sebastiano Vici.

Oratorio di San Giovanni

A pochi metri si trova l’Oratorio di San Giovanni. Oltrepassiamo la soglia e rimaniamo esterrefatti dal quattrocentesco ciclo pittorico dei fratelli Salimbeni di San Severino Marche e di Antonio Alberti da Ferrara.

Un’opera stupefacente rimasta in gran parte indenne! Sulle pareti sono raffigurate scene della Crocifissione, episodi della vita di San Giovanni Battista, il Battesimo dei neofiti, la Predica, il beato Pietro Spagnoli, la Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista e la Madonna col Bambino tra i Santi Sebastiano.


Da qui si gode anche una bella vista sul borgo.

La scalinata in discesa fuori dalla Chiesa di San Giovanni Battista ci accompagna direttamente verso le mura castellane, presso Porta Valbona.

Porta Valbona

La bella Porta Valbona fu abbellita dalla città in occasione del corteo nuziale di Federico Ubaldo della Rovere e Claudia de’ Medici.

Data – scuderie ducali

Oltrepassiamo la porta e ci troviamo su Piazza del Mercatale, dove possiamo ammirare la Data, le antiche scuderie ducali recentemente riqualificate e destinate a centro di aggregazione sociale e valorizzazione del territorio.
Rampa elicoidale

L’imponente torrione che si vede al centro, tra la porta e le scuderie, è la famosa Rampa Elicoidale di Urbino.


Entriamo e percorriamo la famosa Rampa Elicoidale, la larghissima scala a lumaca simbolo di Urbino, pensata per permettere a cavalli e carrozze di salire fino al Palazzo Ducale.


Giunti in cima usciamo sotto i lunghi portici di Via Garibaldi e passiamo davanti al classico Teatro Sanzio, progettato nell’800 da Vincenzo Ghinelli.
sotto il Palazzo Ducale

Voltiamo lo sguardo e davanti a noi si innalza il maestoso e possente Palazzo Ducale, vero simbolo della città. Fu Federico da Montefeltro in persona a volerlo, a partire dal 1454 circa, quando fece collegare i due edifici ducali preesistenti: prima con l’architetto Maso di Bartolomeo, poi, dal 1465, con il dalmata Luciano Laurana, a cui si devono il cortile d’onore e la facciata dei Torricini, e infine, dal 1472 e fino alla morte del duca nel 1482, con Francesco di Giorgio Martini.

La facciata dei Torricini è molto particolareggiata e caratterizzata da archetti, balconcini, fregi, le affusolate torri gemelle e loggette decorate. Una vera maestria architettonica!
Per accedere agli ambienti interni del Palazzo Ducale saliamo per il viale alberato che lo costeggia e arriviamo in Piazza del Risorgimento, nei pressi di Palazzo Bonaventura, sede dell’Università degli Studi Carlo Bo. Percorriamo l’oblunga piazza dove sorgono l’alto obelisco egiziano, la Cattedrale di Santa Maria Assunta e la duecentesca Chiesa di San Domenico.

Chiesa di San Domenico
La Chiesa di San Domenico è in stile gotico ed è rialzata rispetto al manto stradale; la facciata è impreziosita da un bel portico rinascimentale in travertino del ‘400 e da una copia della Madonna col Bambino e i Santi in terracotta invetriata di Luca della Robbia.

All’interno siamo avvolti in un ambiente molto luminoso, con linee classiche settecentesche su disegno dell’architetto Filippo Barigioni. Dalle candide pareti spiccano grandi opere d’arte e due enormi angeli del ‘600 del senese Francesco Vanni.
Cattedrale di Santa Maria Assunta

La nostra visita prosegue alla Cattedrale di Santa Maria Assunta e all’adiacente Palazzo Ducale.

L’origine del primo fabbricato è molto antica, intorno all’anno 1000, anche se possono ingannare le settecentesche forme neoclassiche volute dall’architetto Giuseppe Valadier, che ricostruì la cattedrale dopo il terremoto del 1789.

Un’ampia scalinata bianca sale verso i tre portali inseriti sulla facciata in pietra del Furlo; assieme alle statue, ai fregi, ai capitelli e alle epigrafi, rendono l’insieme possente ed elegante.

In solenne silenzio entriamo all’interno: l’ambiente su pianta a croce latina è scandito da tre navate con volta a botte e, sopra l’altare maggiore, una meravigliosa cupola a cassettoni finestrata ci illumina.

La cattedrale è ricca di opere, come la Traslazione della Santa Casa di Loreto del ‘600 di Claudio Ridolfi, il Martirio di San Sebastiano e la Santa Cecilia del ‘500 di Federico Barocci, l’Assunzione in cielo della Vergine di Carlo Maratta e la Natività della Vergine del ‘700 di Carlo Cignani, la grande tela della Madonna Assunta di Cristoforo Unterberger, i bronzi di Camillo Rusconi, e le ottocentesche statue in marmo di Raffaello Sanzio e di papa Clemente XI dello scultore Carlo Finelli. La struttura ospita nei sotterranei l’Oratorio della Grotta, una suggestiva cripta realizzata nel ‘500 dove si possono ammirare quattro cappelle decorate e impreziosite da tele, sculture e altari: da vedere!

Palazzo Ducale – Galleria Nazionale delle Marche

È arrivato il momento di visitare il Palazzo Ducale. Imbocchiamo il portone e acquistiamo i biglietti che ci permettono di entrare nella dimora sede della Galleria Nazionale delle Marche.

Tantissime sono le sale, divise su tre piani.


Il primo piano ospita i numerosi appartamenti di Jole (la Sala dell’Alcova del Duca) e Melaranci, impreziositi da opere del ‘300 e ‘400 di Piero della Francesca, Benedetto da Maiano, Luciano Laurana, Raffaello e molti altri artisti.

Tra le opere più celebri e discusse della Galleria c’è proprio la tavola della Città Ideale, la stessa che dà il soprannome alla città: una veduta prospettica di una piazza rinascimentale perfetta e disabitata, dipinta a olio su tavola tra il 1480 e il 1490. L’autore resta un mistero: nel corso dei secoli l’opera è stata attribuita a Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, ma oggi gli studiosi la considerano opera di un pittore anonimo dell’Italia centrale, vicino comunque all’ambiente della corte di Federico da Montefeltro. Il pannello proviene dal Monastero di Santa Chiara di Urbino, dove probabilmente lo portò con sé Elisabetta da Montefeltro, figlia del duca, entrata in convento nel 1482.

Al secondo piano troviamo gli appartamenti rovereschi, con un allestimento tra il ‘500 e il ‘600 che spazia da Orazio Gentileschi a Annibale Carracci, da Giovan Francesco Guerrieri a Paolo Uccello, Melozzo da Forlì, Tiziano, Giusto di Gand, Verrocchio, Luca della Robbia, Federico Barocci e molte maioliche rinascimentali del Ducato d’Urbino.


Alcune opere presenti all’interno della galleria sono state riprodotte in rilievo per i non vedenti, come il dipinto La Madonna col Bambino tra gli angeli, soprannominata La Madonna di Senigallia, di Piero della Francesca.


Secondo noi uno degli ambienti più incredibili dell’intero Palazzo è sicuramente lo Studiolo di Federico da Montefeltro: il capolavoro di tarsie lignee fu realizzato nella stessa epoca della dimora da artisti fiamminghi e italiani, e reca ancora l’iscrizione che celebra il duca, “Federicus Montefeltrius Dux Urbini”. Sopra le tarsie corre il celebre ciclo degli “Uomini Illustri”, 28 ritratti di grandi personaggi dell’antichità e della cultura commissionati da Federico stesso.



Infine i sotterranei, con le scuderie, i magazzini e la cisterna.

Fortezza Albornoz

Concludiamo le nostre giornate di visita alla Fortezza Albornoz, nel Parco della Resistenza. Fu costruita nella seconda metà del XIV secolo per rafforzare la difesa della città: il nome ricorda il cardinale Egidio Albornoz, a cui è tradizionalmente attribuita, anche se alcuni studi la assegnano piuttosto al suo successore, il cardinale Grimoard.

Da questo punto si gode una magnifica vista panoramica della “vecchia” Urbino e, sullo sfondo, delle cime imponenti degli Appennini e del Monte Nerone.

Chiesa di San Bernandino
Prima di lasciare questa incantevole città, è d’obbligo la visita alla Chiesa di San Bernardino, a circa 2 chilometri da Urbino. Fu fatta costruire per volontà dello stesso Federico da Montefeltro tra il 1482 e il 1491 come mausoleo di famiglia, su progetto di Francesco di Giorgio Martini con la collaborazione di Donato Bramante. Qui sono sepolti Federico da Montefeltro, suo figlio Guidobaldo e la moglie di quest’ultimo, Elisabetta Gonzaga; nella navata si trovano i due cenotafi barocchi dei duchi, eretti nel 1620, con i busti attribuiti a Girolamo Campagna.

Cosa non perdere a Urbino?
Oratorio delle Cinque Piaghe
L’Oratorio delle Cinque Piaghe è un prezioso gioiello del ‘600, affrescato e decorato in stile barocco-rococò. Molte opere abbelliscono l’unica sala: il dipinto I Momenti della Passione di Cristo, la statua in cartapesta di San Filippo Neri del plastificatore Antonio Rondelli, il Crocifisso in cartapesta e le sculture della Vergine e di San Giovanni Evangelista in gesso. Info e prenotazioni: 347 3011 9097.
Museo Diocesano Albani
Il Museo Diocesano Albani vanta la collezione della nobile famiglia urbinate di papa Clemente XI Albani. Presso il Palazzo Episcopale si possono ammirare calici, reliquiari, pastorali in avorio, paramenti liturgici intessuti con metalli preziosi, il monumentale leggio in ottone, il candelabro in bronzo, molti affreschi in stile Gotico Internazionale e dipinti di Giovanni Santi, Federico Barocci, Federico Zuccari e molto altro.
Teatro Sanzio

Il Teatro Sanzio venne collocato magistralmente dall’architetto Vincenzo Ghinelli tra il portico di Corso Garibaldi e la scarpata del Pincio, dirimpetto al Palazzo Ducale. La facciata in mattoni è ornata da sei semicolonne doriche, finestroni a lunetta e due sfingi in pietra. All’interno si distinguono il sipario ottocentesco di Francesco Serafini, che raffigura il Duomo e il Palazzo Ducale, un lucernario sul soffitto, decorazioni arabesche, il busto di Raffaello scolpito da Carlo Finelli e la statua di Bramante dello scultore Giambattista Pericoli.
Chiesa di Santo Spirito

Poco conosciuta rispetto alle altre chiese del centro, la Chiesa di Santo Spirito è documentata dal 1554 ed era la sede della Confraternita dello Spirito Santo, istituita nel ‘300 e soppressa nel 1729. La facciata in mattoni segna il passaggio dal tardo rinascimento al primo barocco. All’interno, la volta a botte custodisce un ciclo a monocromo di quindici riquadri realizzato da Girolamo Cialdieri, con i Sette doni dello Spirito Santo, l’Incoronazione della Vergine, il Battesimo di Gesù e la Liberazione di San Pietro; sulle pareti, tele degli Apostoli sempre della scuola di Cialdieri e la Presentazione della Vergine al Tempio di Claudio Ridolfi. Sull’altare maggiore spicca la Pentecoste, attribuita da alcuni a Federico Zuccari e da altri al fratello Taddeo.
Curiosità su Urbino?
Federico Barocci
La città di Urbino ha dato i natali a un altro eccellente artista conosciuto in tutto il mondo: Federico Barocci, detto il Fiori, nato nel 1535 e vissuto fino al 1612. Cresciuto in una storica famiglia di letterati, scienziati e orologiai di origini lombarde (il bisnonno Ambrogio, scultore milanese, si era stabilito a Urbino per lavorare al Palazzo Ducale), è un importante esponente del Manierismo italiano ma soprattutto il capostipite del barocco, un riformatore dell’arte.
Chiesa della Santissima Annunziata

La graziosa Chiesa della Santissima Annunziata, in via dei Maceri, poco distante dal monumento a Raffaello Sanzio, ospita una riproduzione a grandezza naturale della tomba del pittore, realizzata dalla Factum Foundation spagnola per la mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma, allestita nel 2020 per celebrare i 500 anni dalla morte di Raffaello. Terminate le celebrazioni, la riproduzione è stata donata alla città di Urbino e inaugurata qui il 15 maggio 2021, a cura di Vittorio Sgarbi. Il sarcofago è sormontato dalla Madonna del Sasso, scolpita dall’allievo di Raffaello Lorenzetto, e reca il celebre epitaffio composto da Pietro Bembo.
Orto Botanico
Dopo tre secoli di importanti studi e cattedre in materia scientifica e medica, divulgati dal “Collegio dei tredici Dottori”, antico centro universitario voluto dal Duca Guidobaldo, nel 1808 nasce l’Orto Botanico, fondato da Giovanni de Brignoli di Brunhoff, professore di botanica e agraria. Il giardino “Pierina Scaramella” è oggi gestito dall’Università di Urbino: vanta 2200 metri quadrati e circa 2300 specie suddivise su tre terrazzamenti inclinati sul versante collinare.
Il muro dei Bisbigli

Il muro semicircolare alla base dei Torricini cela un segreto. Posizionatevi in due ai lati del muro semicircolare, dandovi le spalle e guardando le colonne quadrate: se uno dei due bisbiglierà, l’altro udirà nonostante la distanza. Meglio provarci in un momento di calma: noi ci abbiamo provato, ma la confusione era tanta e non abbiamo apprezzato appieno l’effetto. E voi? Avete provato? Secondo quanto ci hanno raccontato, qui si posizionavano le guardie: questo sistema acustico era concepito per comunicare tra loro in segreto.
Altre curiosità su Urbino:
- Il centro storico di Urbino è sito Unesco patrimonio dell’umanità.
- È sede di una delle più antiche comunità ebraiche d’Italia.
- Ospita l’Università degli Studi “Carlo Bo”, una delle più antiche d’Europa.
Quali sono gli eventi più famosi di Urbino?
- Festival Internazionale di Musica Antica (luglio)
- Festa del Duca: rievocazione storica rinascimentale (agosto)
- Festa dell’Aquilone: storica gara tra le contrade (settembre)
prossimi eventi ad Urbino
Piatti tipici di Urbino
Crescia sfogliata di Urbino

Il piatto tipico di Urbino è la crescia sfogliata, ricetta antichissima che nasce alla corte del Duca Federico da Montefeltro nel XV secolo. Un impasto di farina, acqua, strutto di maiale, uova e pepe che le conferisce la caratteristica “sfogliatura”, la fragranza e il profumo unici. Cotta alla brace, la crescia sfogliata di Urbino viene farcita con le “foje de campo strascinate” come il ramolaccio, la cicoria, il cicorione, gli spinaci e altre erbe cotte in padella con abbondante aglio e peperoncino, oppure con la Casciotta di Urbino e il prosciutto di Carpegna.
Area Camper Urbino
Se viaggiate in camper ad Urbino, il comune ha predisposto un’area camper con camper service. La zona rimane a circa 20 minuti a piedi in salita dal borgo, ma abbiamo notato una fermata del bus che sicuramente collega la zona al centro storico. L’area camper service è un ampio posteggio in forte pendenza, usato anche dai bus turistici: parcheggiare qui è semplice, ma dormire diventa praticamente impossibile. Poco distante abbiamo trovato un parcheggio in piano, libero nel fine settimana e molto tranquillo (vicino c’è una scuola, quindi in settimana probabilmente c’è più movimento). Nel camper service sono presenti carico e scarico acque, ed è facile fare manovra. L’area camper si trova in Viale Pablo Neruda: clicca qui per vedere la mappa.
Se ti è piaciuto questo articolo su cosa vedere ad Urbino, se hai notato errori o vuoi segnalarci dei suggerimenti, lascia un commento qui sotto!
Fonti
- Wikipedia — Palazzo Ducale (Urbino)
- Galleria Nazionale delle Marche — La Città Ideale
- Finestre sull’Arte — La Città Ideale di Urbino
- Wikipedia — Fortezza Albornoz
- ANSA — Restaurato il monumento a Raffaello a Urbino
- FAI — Casa Natale di Raffaello
- ANSA Marche — Arriva a Urbino la riproduzione della tomba di Raffaello
- Wikipedia — Chiesa di San Bernardino (Urbino)
- Treccani — Federico Barocci detto il Fiori
- Chiesa di Santo Spirito a Urbino
- Treccani — Giovanni de Brignoli di Brunnhoff
- Wikipedia — Duomo di Urbino

ciao, grazie per le informazioni!
quanti giorni di permanenza consigliare per la visita di Urbino?
ciao Samuel, la città di Urbino non è particolarmente estesa. Puo’ essere visitata in un giorno mediamente. Un paio di giorni se hai un particolare interesse per musei o per una visita più approfondita.
grazie!
Ciao, sai se quest’anno fanno la festa del duca? E se si, mi sai dire le date precise?
Grazie
ciao Luca, grazie per averci scritto. Al momento non abbiamo informazioni precise: cerchiamo notizie ufficiale e aggiorneremo la pagina ed i social >> https://www.facebook.com/amarche.it/ >> https://www.instagram.com/amarche.it/