Arroccato sulla collina, Trevi si staglia con imponenza sul paesaggio circostante, compatto e armonioso, quasi a sfidare il tempo. Da lontano, il borgo appare come un gioiello incastonato tra le colline umbre, immerso in un mare di ulivi che ne esaltano la bellezza. Considerata la “capitale dell’olio” per i suoi 200.000 ulivi, Trevi vanta prestigiosi riconoscimenti: Città Slow, Città Bio, Bandiera Arancione del Touring Club, tra i Borghi più Belli d’Italia e certificata Emas. Il suo centro storico, con i vicoli acciottolati, gli archi in pietra e le suggestive scalinate, regala un vero e proprio viaggio nel tempo, avvolgendo i visitatori in un’atmosfera senza tempo.

Indice
Dove si trova Trevi?
Trevi si trova in Umbria, nella provincia di Perugia. Sorge sul prolungamento del Monte Serano (1429 m) e Brunette (1421 m) dell’Appennino Umbro-Marchigiano, e domina la valle del fiume Clitunno, lungo l’antica via Flaminia, a metà strada tra le città di Foligno e Spoleto. La sua posizione strategica offre una vista panoramica sulla pianura sottostante e sulle dolci colline umbre, rendendolo un borgo affascinante e ricco di storia.
Cosa vedere a Trevi?
Ciao amici, che bella scoperta passeggiare tra le antiche e imponenti mura romane e medievali del borgo di Trevi, in provincia di Perugia!
Mappa Turistica Centro Storico Trevi

Teatro Clitunno
Accediamo nel cuore della città da porta del Lago. Il primo edificio interessante è l’ottocentesco Teatro Clitunno opera dell’architetto Domenico Mollaioli, il quale tramanda (ancora oggi) una millenaria tradizione teatrale come testimonia lo storico Svetonio nella vita di Tiberio e l’epigrafe dedicata a Lucio Succonio, conservata nella sezione archeologica del Complesso Museale di San Francesco.

Disegno monocromo
Prima di Piazza Mazzini, di fronte alla piccola chiesa neoclassica di San Giovanni vi consigliamo di prestare attenzione, perché sulla facciata della casa potrete vedere un disegno monocromo del ‘500, raffigurante una scena mitologica con la dea Diana e Atteone.

Ovidio nel terzo libro de “Le Metamorfosi” racconta la punizione divina per l’invadenza umana:
“Atteone, giovane cacciatore, durante una battuta di caccia si ritrovò accidentalmente davanti alla grotta in cui la dea Diana e le sue ninfe si stavano bagnando. L’incontro fu del tutto casuale, ma la dea, furiosa per l’affronto subito, decise di punirlo. Gettandogli dell’acqua sul viso, lo trasformò in un cervo, privandolo della possibilità di raccontare quanto aveva visto. Sconvolto e ignaro del suo destino, Atteone fuggì fino a una fonte. Qui, specchiandosi nell’acqua, scoprì con orrore il suo nuovo aspetto animale. Nel frattempo, i suoi stessi cani da caccia, non riconoscendolo più, si lanciarono al suo inseguimento. La fuga terminò in modo tragico: i cani lo raggiunsero e lo sbranarono, ignari di aver distrutto il loro padrone.
Affresco dei Santi Protettori
Sotto i portici spicca l’affresco dei Santi Protettori, dipinto nel Settecento raffigura la Madonna con angeli e i santi patroni di Trevi: Emiliano, Vincenzo e Benigno.

Piazza Mazzini
Piazza Mazzini, vivace cuore di Trevi, si trova al di fuori delle antiche mura castellane e da sempre rappresenta un punto d’incontro fondamentale per la vita politica, economica e sociale della città. La piazza è dominata dal loggiato seicentesco del Palazzo del Governatore, sede dell’amministrazione comunale, e dalla Torre Civica, che risale al Duecento. Oggi, come in passato, la piazza è ancora il fulcro di eventi e manifestazioni, come dimostra l’esibizione di oggi pomeriggio del Gruppo Folkloristico Interamna Folk e del “Duo Zampognari”. Un’occasione perfetta per immergersi nell’atmosfera storica e suggestiva di questo spazio, che continua a vivere grazie alla cultura e alla tradizione.

Botteghe medievali
Saliamo nell’antico borgo medievale, dominato da stretti vicoli fiancheggiati da storiche dimore e arcaiche case.
La singolare via delle botteghe artigiane era caratterizzata da solidi edifici e grandi archi con ingressi arretrati circa due metri, che permettevano agli artigiani di lavorare alla luce naturale, ma rimanendo protetti dalla pioggia.

Duomo di Sant’Emiliano
Alla sommità di Trevi si erge il Duomo di Sant’Emiliano, edificato su un sacro tempio dedicato a Diana Trivia, in stile romanico umbro, ristrutturato più volte nel corso dei secoli.
L’esterno abbellito da cupole, un campanile del’900, un portale rinascimentale del XV secolo sormontato da un timpano con un altorilievo che raffigurante il martirio di Sant’Emiliano con i leoni, due capitelli romani.


L’interno ha una pianta centrale a croce greca con tre navate, archi a tutto sesto e lesene corinzie. Gli ambienti custodiscono opere di pregio come: la dorata statua del Santo Patrono scolpita da Pietro Epifani nel’700 in legno di tiglio (portata durante le processioni per le vie di Trevi); le statue di Madonna e San Giuseppe realizzate da Mastro Mattia di Gaspare da Como; una scultura lignea di Cristo deposto del XV secolo; l’Altare del Sacramento, realizzato da Mastro Rocco di Tommaso da Vicenza del 500; un affresco votivo della Madonna della Colonna di Francesco Melanzio.


Palazzo Lucarini
Antistante la chiesa si erge dal XV secolo il raffinato Palazzo Lucarini, della nobile famiglia omonima, attualmente sede del Centro di Arte Contemporanea, gestito dall’associazione “Palazzo Lucarini Contemporary”, fondata nel 2007. Il centro, noto a livello nazionale e internazionale, si dedica alla produzione, promozione e diffusione dell’arte contemporanea attraverso mostre, eventi, convegni, workshop e corsi, rivolti sia agli adulti che agli studenti di tutte le età.
Arco del Mostaccio
Un affascinante elemento medievale di Trevi è l’Arco del Mostaccio, che un tempo costituiva l’ingresso principale al castello della città. Questo arco fu costruito sopra una vecchia porta romana, della quale sono ancora visibili i massicci blocchi di pietra rossa.
Perdersi tra i vicoli di Trevi è come fare un viaggio nel tempo. Il cuore medievale del borgo si svela tra strette stradine in pietra, passaggi nascosti e suggestivi saliscendi che si intrecciano tra antichi edifici in mattoni. Ogni angolo racconta una storia, tra archi in pietra, scorci pittoreschi e dettagli che richiamano un passato ancora vivo.




Complesso Museale San Francesco
L’ex convento di San Francesco, costruito nel XIII secolo, è stato trasformato in un prezioso polo museale che racchiude storia, arte e tradizioni.

Il chiostro, affrescato nel Seicento da Bernardino Gagliardi con scene della vita di San Francesco, è un luogo ricco di fascino, dove si possono ammirare reperti archeologici romani e longobardi ritrovati nella zona.

Una sezione del complesso è il Museo della Civiltà dell’Ulivo, un percorso interattivo che dal 1997 celebra la cultura dell’olio extra vergine d’oliva DOP, raccontando la tradizione secolare legata alla sua produzione in Umbria.

La visita continua nella Pinacoteca, che ospita capolavori come l’Assunzione della Vergine e Santi di Alessandro Turchi detto “L’Orbetto”, l’Incoronazione della Vergine e Santi del 1522 di Giovanni di Pietro detto “Lo Spagna” e una trecentesca croce d’altare realizzata da un Maestro umbro.
Il dipinto della Madonna col Bambino benedicente è un’opera incompleta, probabilmente un prototipo da cui furono realizzati altri esemplari. Realizzato a tempera su tre assicelle di legno, presenta un paesaggio e i volti modellati con una base verdastra, arricchita da delicate velature di rosa pallido. Il Bambino, quasi nudo sotto un leggero drappo, è abbozzato con cura, con le braccia e le gambe morbide, e i piedi un po’ gonfi. Alcuni dettagli, come la veste della Madonna e il tappetino in basso, non sono stati dipinti, ma sono solo accennati con segni rossastri.Una versione più dettagliata del dipinto si trova alla National Gallery di Londra, dove gli effetti plastici e i colori sono più marcati.


Il percorso si conclude nella splendida Chiesa di San Francesco, un esempio di architettura gotica umbra. La chiesa, con un’unica navata, un’abside pentagonale e due cappelle laterali, conserva affreschi medievali e arredi di grande pregio: un coro ligneo del XVII secolo, un crocifisso del XIV secolo e un sepolcro dello stesso periodo. Il vero tesoro è l’antichissimo organo da muro rinascimentale, costruito nel Cinquecento da Mastro Paolo Pietro di Montefalco.


Panorami
Infine, nei pressi del complesso, non perdete la torre circolare, da cui si può godere di una vista mozzafiato sulla campagna trevana.

Trevi regala scorci panoramici unici, con morbide colline punteggiate di ulivi e vallate verdeggianti che si perdono all’orizzonte.

Già arrivando al borgo, lo spettacolo è suggestivo: arroccato sulla collina, con le sue mura antiche e le case in pietra che sembrano rincorrersi verso la cima, Trevi appare come un presepe sospeso nel tempo, affascinante di giorno e ancora più magico al calar della sera.

Villa Fabbri
Concludiamo la passeggiata a Villa Fabbri, un gioiello rinascimentale immersa in un rigoglioso giardino e circondata da alberi maestosi. La residenza signorile fu costruita nel 1603 da Girolamo Fabri, un nobile e ricco proprietario terriero della zona.

L’imponente architettura unisce elementi rinascimentali e barocchi, e gli interni sono impreziositi da un ciclo di affreschi realizzati da artisti della scuola umbra, ispirati a temi bucolici e mitologici. Oggi la villa è un punto di riferimento culturale a Trevi, spesso utilizzata per eventi e manifestazioni.
Cosa non perdere a Trevi?
Santuario della Madonna delle Lacrime
Il Santuario della Madonna delle Lacrime venne edificato alla fine del’400 quando un’immagine dipinta sulla parete di una casa rurale cominciò a lacrimare. L’interno ampio, maestoso e rinascimentale ospita la Cappella dei Magi, che conserva un cinquecentesco affresco del Perugino e il Trasporto di Cristo al sepolcro Giovanni Pietro detto “Lo Spagna“.
Chiesa di Santa Maria di Pietrarossa
La Chiesa di Santa Maria di Pietrarossa è stata edificata alla fine del XIII secolo (tardo medievale) lungo l’antica via Flaminia presso una zona sacra del fiume Clitunno, dove sono emersi reperti archeologici di epoca romana.

La struttura è in stile romanico con tre navate e un portico esterno che abbraccia tre lati completamente affrescati. La chiesa ospita numerose immagini della Madonna, risalenti al XIV secolo, realizzate da pittori come Bartolomeo da Miranda e Valerio da Gualdo e un elegante altare in marmo attribuito a Rocco da Vicenza,
Il nome della chiesa deriva da una pietra rossastra con un foro al centro, murata su un pilastro della navata centrale, da cui un tempo sgorgava acqua, attribuita a poteri curativi per l’infertilità, una tradizione che risale probabilmente al paganesimo.

Fonti del Clitunno
Le Fonti del Clitunno (Campello sul Clitunno) un tempo punto di passaggio per l’antica Roma, sono oggi un tranquillo specchio d’acqua cristallina circondato da una fitta vegetazione. Il luogo è perfetto per rilassarsi all’ombra di salici e pioppi e ascoltare il suono di anatre e cigni.

La bellezza delle Fonti ha ispirato anche Giosuè Carducci nel suo poema “Alle Fonti del Clitumno”. Più a valle si trova il Tempietto del Clitunno, un importante monumento storico che unisce l’epoca romana e quella cristiana.
Sentiero degli Ulivi
Il Sentiero degli Ulivi è molto più di un semplice percorso escursionistico: è un viaggio alla scoperta della fascia collinare umbra, dove la natura si intreccia con la storia e le tradizioni. Nato grazie all’iniziativa del CAI di Spoleto l’itinerario si snoda tra i 500 e i 600 metri di altitudine, con dislivelli dolci che lo rendono accessibile a tutti. Lungo il cammino, non mancano scorci mozzafiato e testimonianze storiche come castelli, chiese romaniche, antiche torri, abbazie e piccoli villaggi rurali. Uno dei tratti più affascinanti è quello che da San Michele Arcangelo conduce a Trevi, un paesaggio ancora integro dove migliaia di ulivi della varietà moraiolo convivono con strutture costruite dall’uomo, come torri colombaie e chiuse. www.caifoligno.it
Parco Agricolo di Trevi
Il nuovo Parco Agricolo di Trevi, in località Borgo Trevi lungo la via Flaminia, è uno spazio multifunzionale che coniuga tradizione agricola e socialità urbana. Parte del progetto “Trame Naturali”, riqualifica un’area abbandonata valorizzando elementi tipici del territorio e creando sentieri pedonali e ciclopedonali.
Pensato per la produzione agricola con vigneti, frutteti e arboreti, circa 4000 piante, promuove anche la biodiversità, attività ludico-sportive e aggregazione comunitaria, diventando un modello di sostenibilità e rigenerazione del paesaggio.
Curiosità su Trevi
Fascia olivata Assisi- Spoleto
Trevi sorge nel cuore della “Fascia olivata Assisi- Spoleto”, un territorio unico che abbraccia le dolci pendici degli Appennini umbri. Questo straordinario paesaggio è stato riconosciuto dalla FAO (Fascia Olivata il riconoscimento di Sistema Agricolo di Importanza Mondiale, c.d. Sito GIAHS – Globally Important Heritage Sistem) come patrimonio agricolo mondiale, un titolo che celebra la sua unicità e il perfetto equilibrio tra natura e opera dell’uomo.
Gli uliveti che caratterizzano questa zona non sono solo un elemento distintivo del panorama, ma un esempio di “paesaggio culturale vivente”. La zona tra Assisi e Spoleto vanta una lunga tradizione olivicola, tra le più antiche e importanti d’Italia. Gli ulivi, presenti già nel VII secolo a.C., come attestano i ritrovamenti in tombe etrusche, e i frantoi romani del I secolo d.C., testimoniano una coltivazione radicata nel tempo.
Questo sistema agricolo si basa su terrazzamenti costruiti con tecniche tradizionali, che permettono di coltivare ulivi in modo sostenibile. Ogni fase, dalla semina alla raccolta, è svolta con cura per garantire un olio d’oliva di qualità eccellente.
Oggi, l’olio prodotto in questa area è certificato DOP, sinonimo di alta qualità e rispetto di pratiche agricole e processi di lavorazione storici. I pendii terrazzati non sono solo una meraviglia paesaggistica, ma anche un esempio di equilibrio tra innovazione e tradizione.
Tipografia
La prima tipografia di Trevi, istituita nel 1470 circa, è una delle più antiche d’Italia e rappresenta un’importante testimonianza storica. La tipografia è famosa per la pubblicazione di uno dei primi libri stampati in Italia centrale, un’opera religiosa, che rifletteva l’importanza della produzione editoriale legata al clero e alla cultura umanistica del tempo. La scelta di Trevi come sede di questa iniziativa dimostra il ruolo che la città aveva come polo culturale e commerciale nel XV secolo, grazie anche alla sua posizione strategica lungo importanti vie di comunicazione.
Porta del Morto
La Porta del Morto, piazza Mazzini, è una piccola apertura secondaria, situata accanto alla porta principale della casa, in passato serviva per far passare le bare dei defunti. Ci sono due interpretazioni del suo scopo: una credeva che uscire il defunto da una porta diversa mantenesse lo spirito dentro la casa, mentre un’altra spiegazione più pratica riguarda la difficoltà di far passare la bara attraverso l’ingresso principale, a causa delle strette scale che collegavano il piano terra agli appartamenti. Oggi, alcune di queste porte sono state trasformate in finestre o murate, ma la sua storicità rimane visibile nella città.
Sedano nero di Trevi
Il sedano nero di Trevi, presidio Slow Food, è un’eccellenza umbra legata a secoli di storia e tradizione. Coltivato nei terreni “le canapine” fertili vicino al fiume Clitunno, si distingue per la lunghezza, le coste verde scuro senza fili e il profumo intenso. Grazie all’antico metodo dell’interramento, le coste diventano tenere e polpose.
Un tempo celebre per la sua capacità di conservarsi, oggi è coltivato con cura da pochi agricoltori che seguono tecniche tramandate nel tempo, come la semina ad aprile. La raccolta avviene in autunno, celebrata con una sagra che esalta piatti tipici come parmigiana e sedani ripieni. Questo ortaggio rappresenta un simbolo della cultura locale e della tradizione culinaria di Trevi. Sagra Ottobre
Eventi più famosi a Trevi
- Festivol, una manifestazione tra olio, arte, musica e buon cibo. Visite ai frantoi, mercato con prodotti Presidi Slow Food, degustazioni, concerti, mercatino delle pulci, trekking urbano e naturalistico a piedi. Novembre
- Il Palio dei Terzieri una rievocazione storica medievale. Taverne storiche, cortei in costume, mercatino artigianale. Un viaggio nel passato ricco di fascino e tradizione per le vie del borgo. Ottobre
- Sagra del Sedano nero e della salsiccia, mostra mercato dove i “sedanari” espongono i migliori esemplari per vincere il 1° premio. Un’occasione per scoprire sapori autentici e il cuore della cultura locale. Ottobre
Area Camper
Trevi dispone di un’area camper comunale situata nella parte alta del paese, strutturata con due parcheggi asfaltati a terrazza, offrendo circa 20 posti non delimitati e una splendida vista panoramica.
Cose vedere vicino Trevi
- Foligno – 15 minuti
- Spoleto – 15 minuti
- Assisi – 30 minuti
- Perugia – 40 minuti
- Lago Trasimeno (Passignano sul Trasimeno) – 50 minuti
- Terni – 50 minuti
- Cascate delle Marmore – 50 minuti
Fonti
Per scrivere questo articolo, abbiamo consultato diverse fonti, tra cui Treviturismo e Wikipedia, pubblicazioni cartacee e cartellonistica.


Ci ono vissuto per 30 anni e tutt’ora ci vado spesso perché ci vive mia madre di
92 anni e miio figlio di 31 che lavora nel civico museo:. Trevi è stata la mia infanzia….
ciao Giuseppe, Trevi è un vero gioiellino! Probabilmente allora abbiamo visto tuo viglio durante la nostra visita!