Ciao Amici, oggi vi proponiamo una selezione di 11 luoghi “covid-free” naturali meravigliosi nelle Marche, sicuri, per rimanere distanziati ed evitare assembramenti.

In quest’epoca di distanziamento sociale causa virus Covid 19 siamo costretti a rinunciare al cinema, musei e teatri, dobbiamo indossare la mascherina durante le attività o per ammirare le bellezze urbane ed artistiche delle nostre città e borghi.
Per questo abbiamo selezionato 11 luoghi nella regione Marche immersi nella natura, solitamente poco frequentati, con possibilità di mantenere un buon distanziamento “covid-free”: escursioni, sentieri, attrattive naturali, sorgenti, anfratti scavati nella roccia, piccoli laghi glaciali e tanto altro.
Andiamo con ordine, da nord a sud partendo dalla provincia di Pesaro Urbino fino ad arrivare ad Ascoli Piceno. Non è una classifica, e se hai suggerimenti scrivici nei commenti a fondo pagina!
Indice
- [1] Arco di Fondarca [Pesaro – Urbino]
- [2] Il Sentiero Tonino Guerra e le cascatelle del Canaiolo [Rimini / Pesaro – Urbino]
- [3] La Madonna del Grottone [Pesaro Urbino]
- [4] Il Monte Strega [Ancona]
- [5] Eremo Grottafucile [Ancona]
- [6] Il Cristo delle Marche [Macerata]
- [7] Dove nasce l’Esino? [Macerata]
- [8] Il lago di Pilato [Ascoli Piceno]
- [9] Cascata del Buon Natale [Ascoli Piceno]
- [10] Il Sasso Spaccato o Tassinara [Ascoli Piceno]
- [11] La Grotta del Petrienno [Ascoli Piceno]
[1] Arco di Fondarca [Pesaro – Urbino]
A Pieia, un piccolo borgo alle pendici del Monte Nerone frazione di Cagli in provincia di Pesaro-Urbino, parte il sentiero numero 20 che raggiunge il bellissimo arco naturale di Fondarca.
Dall’ingresso del paese di Peia si prende a destra uno stradello imbrecciato leggermente in salita, all’interno del fitto bosco. Lungo il percorso si può ammirare “la grotta delle nottole” lunga circa 130 metri dove vivono numerosi pipistrelli. Poco distante si apre l’Arco di Fondarca, un bellissimo anfiteatro naturale, una enorme roccia con pareti alte e ripide.
[2] Il Sentiero Tonino Guerra e le cascatelle del Canaiolo [Rimini / Pesaro – Urbino]
A Pennabilli, comune in provincia di Rimini confinante con la Marche, nel parco naturale del Sasso Simone e Simoncello, si sviluppa un’area naturale protetta nel Montefeltro. Da qui parte il sentiero intitolato “L’infanzia del mondo” in memoria di Tonino Guerra famoso poeta, scrittore e sceneggiatore.
L’escursione tocca tutti i luoghi cari o ideati da Tonino Guerra come l’ultima dimora del Maestro, il Santuario dei pensieri, l’Angelo coi baffi, il Museo Naturalistico del Parco Sasso Simone e Simoncello, il torrente Canaiolo,la Villa Maindi, il Ca’ Fanchi, il Molino Donati, Il Torrigino e “ l’Orto dei frutti dimenticati”.
Il percorso inizia dal centro storico di Pennabilli continua verso la località di “Billi” e Ca Berbece, per iniziare a diventare strada forestale fino al Lago della Gaudia passando per la Valle Orsaia e il Fosso Paolaccio.
In questo punto si possono prendere due strade: camminare qualche centinaia di metri sul letto del torrente, verso valle, fino a incontrare le due “cascatelle” e riprendere il sentiero per la Gaudia; oppure continuare il percorso fino a Villa Maindi e alla chiesetta di San Martino, scendere a Casa Fanchi, dove ammirare l’oratorio del ‘600 e il “Giardino della Biodiversità”.
Si continua a scendere verso il Molino Olivieri e si sale su via San Francesco per il centro storico di Pennabilli. (Fare molta attenzione nei periodi di pioggia!)
informazioni Sentiero Tonino Guerra
Lunghezza percorso: 9,5 km
Tempo di percorrenza: 3 ore circa
Dislivello: 300 metri
Sentiero: scarica il pdf informativo
[3] La Madonna del Grottone [Pesaro Urbino]
La Madonna del Grottone è un luogo suggestivo, di grande importanza storica ed umana. Si trova nella frazione di Petrara nel comune di Serra Sant’Abbondio, in provincia di Pesaro Urbino.
Il sentiero parte da Foce Alta nella piccola frazione di Petrara, nel Comune di Serra Sant’Abbondio, alle pendici del Monte Roma, la caverna naturale è stata scavata nel corso dei decenni dal rio Val Canale.
[4] Il Monte Strega [Ancona]
Il Monte Strega è una vetta di 1278 metri nel comune di Sassoferrato compreso nella dorsale dell’Appennino umbro-marchigiano. Il territorio è nella vicina frazione di Montelago a pochi chilometri dal Monte Catria, al confine tra le provincie di Perugia, Ancona e Pesaro Urbino.
L’ escursione inizia nel parcheggio del Parco dei Daini e prosegue lungo la strada asfaltata fino ad incontrare una stradina sterrata sulla destra con un cancello. Oltrepassato il cancello il percorso è segnalato con il segnavia bianco-rosso e si prosegue lungo il terreno. Siamo saliti dolcemente curvando a sinistra l’ampia spalla erbosa del Poggio Prato Tondo. Poi il sentiero gira a destra e taglia in piano aggirando un piccolo avvallamento, abbiamo continuato a salire verso sinistra tra la vegetazione e nel boschetto di faggi, fino a giungere ad una stradina sterrata.
Durante la passeggiata è facile imbattersi in gruppi di cavalli liberi, maestosi ed eleganti.
Il tragitto in diagonale porta ad un valico erboso dove si può godere un bel panorama e rifocillarsi dopo la faticosa salita. Da qui si può salire sulla cima più alta del Monte della Strega (1284 m), oppure proseguire dritti su una breve ma ripida salita che termina alla croce alta 8 metri, meraviglioso scenario sulle montagne marchigiane un panorama a 360 gradi nell’assoluto silenzio.
[5] Eremo Grottafucile [Ancona]
L’Eremo di Grottafucile si trova sulla cresta del Monte Revellone, in provincia di Ancona, nel cuore del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa di Frasassi.
L’Eremo fu eretto nel 1227 da San Silvestro Guzzolini, il quale si rifugiò in questa grotta a causa dei dissapori, con il vescovo della Diocesi di Osimo, Sinibaldo. Purtroppo ne è rimasto solo il rudere, immerso nella incontaminata natura.
Il percorso inizia dalla frazione di Castelletta, si sale verso il valico nei pressi del campo sportivo, si prende a destra nella pineta artificiale per poi imboccare la seconda deviazione sulla sinistra, una strada sterrata e subito il ghiaione di Falcioni e Gola della Rossa. Giunti all’ampio dosso in pineta si continua nel bosco e poi in discesa.
Poco distanti si raggiunge l’Eremo di Grottafucile, si risale e si prende a sinistra in discesa per il paese.
Scopri di più sull’escursione per l’Eremo di Grottafucile: clicca qui
[6] Il Cristo delle Marche [Macerata]
Il Cristo delle Marche si trova in località Avenale di Cingoli, vicino alla Domus Bonfili, in provincia di Macerata. L’ opera del 2010 dello scultore Nazzareno Rocchetti, è una scultura in granito nero africano alta 2,70 m e posta su una pietra bianca. Un Cristo senza croce, con una mano chiusa nel dolore e l’altra intenta a toccare il creato e il meraviglioso paesaggio circostante. Con le braccia aperte pronte ad abbracciare il Mondo e i Marchigiani.
Per l’escursione si parte dal centro di Avenale, direzione Cingoli, e sale per una strada sterrata piuttosto dissestata, di fronte all’edicola della Madonna, si imbocca una strada bianca che sale verso il bosco. Dopo circa un 1,5 Km la strada si fa pianeggiante e si arriva ad un incrocio, in prossimità del centro “Equiturist”.
Nei pressi del centro ippico si svolta a sinistra con indicazioni Domus San Bonfili e la Chiesetta di S. Angelo, gli edifici religiosi sono di proprietà della Diocesi di Macerata. Giunti al parcheggio dietro la Domus, si oltrepassa e si apre davanti a noi un panorama mozzafiato sulle colline marchigiane, da Pesaro all’Abruzzo, la vista è incredibile!

[7] Dove nasce l’Esino? [Macerata]
Le Sorgenti del fiume Esino si trovano nel comune di Esanatoglia, piccolo borgo marchigiano in provincia di Macerata.
Il nome del fiume Esino secondo una leggenda sembrerebbe legato a Esus, il dio celtico della guerra. Sulle cui rive si narra che sorgesse una comunità in epoca romana chiamata “Aesa”.
Giunti a Esanatoglia si seguono in auto le indicazioni per le Sorgenti dell’ Esino. Si oltrepassa il centro storico uscendo dalla Porta Panicale, dove si può vedere l’antica Cartiera e una delle prime concerie. Poco distante troverete un parcheggio dove si può lasciare l’auto.
La passeggiata escrusione nella natura rigogliosa procede parallelamente al fiume percorrendo tutta la Valle San Pietro.
Il percorso è fruibile sia sulla strada asfaltata dove troverete molti cartelli informativi, oppure oltrepassando il fiume (che è in pratica un torrente) sui prati.
Lungo il sentiero sono state poste molte aree pic nic, dove rilassarsi e rigenerarsi.
Percorsi alcuni chilometri la strada da asfaltata diventa bianca, si entra nel bosco e si prosegue leggermente in salita. Poco dopo sulla destra si possono vedere i ruderi dell’antica chiesa di San Pietro, segnalata durante il percorso.
Per le sorgenti dell’Esino si prosegue e sale ancora un po’, e nell’ultimo tratto bisogna arrampicarsi con una corda sulla parete rocciosa. Il ritorno prevede lo stesso percorso.



informazioni escursione sorgenti del Fiume Esino
Lunghezza: 9 km
Tempo: 2 ore
Partenza: guarda nella mappa il punto di partenza
Esatrail: Un gruppo di volontari con il progetto Esatrail sono riusciti a portare alla luce antichi sentieri e a realizzare un’appropriata segnaletica e una carta dei sentieri gratuita. Guarda il Pdf dei sentieri.
[8] Il lago di Pilato [Ascoli Piceno]
Il Lago di Pilato si trova nel comune di Montemonaco, provincia di Ascoli Piceno, sul Monte Vettore nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a una quota di 1.941 m s.l.m. Il lago di Pilato o “il lago con gli occhiali” proprio per la sua forma che ricorda quella degli occhiali, è di origine naturale glaciale di tipo alpino, formatosi a causa dello sbarramento creato dai resti di una morena in epoca glaciale. Il bacino ospita il Chirocefalo del Marchesoni, un piccolo crostaceo, un essere preistorico di colore rosso che misura 9-12 millimetri e nuota col ventre rivolto verso l’alto. Scoperto nel 1954 dal leggendario professore ed esploratore Vittorio Marchesoni, di cui porta il nome.
Uno dei modi per raggiungere il Lago di Pilato è partendo da Forca di Presta e salendo verso il Monte Vettore. Si arriva al Rifugio Tito Zilioli (2250 m slm) e da qui si scendere a sinistra lungo un pendio erboso dove non ci sono sentieri segnalati. Facendo attenzione al vento, al percorso roccioso si giunge al lago di Pilato.
Una misteriosa leggenda aleggia sul lago, secondo la quale nelle sue acque sarebbe finito il corpo di Ponzio Pilato, il quale venne giustiziato per ordine dell’imperatore Tito Vespasiano per non aver impedito la crocifissione di Gesù. Il corpo venne caricato su un carro trainato da due bufali che da Roma lo trasportarono fino ai Monti Sibillini e poi si gettarono nel lago.
informazioni escursione Lago di Pilato
Percorso: 101
Dislivello effettivo percorso: 275 m in di scesa e 710 m in salita
Distanza: 5 Km
Tempi di percorrenza:1h 25min andatura medio-alta 2h 20min andatura bassa
Punto di partenza: Forca di Presta, guarda sulla mappa
Punto di arrivo: Lago di Pilato, guarda sulla mappa
[9] Cascata del Buon Natale [Ascoli Piceno]
Detta anche Cascata della Padura, il sentiero per raggiungerla parte da Colle d’Arquata, frazione di Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno, all’interno della Comunità Montana del Tronto. Il borgo sorge accanto alla gola del Torrente Chiarino, il corso d’acqua che divide le Marche dal Lazio, quindi la Provincia di Ascoli da quella di Rieti.
Si può raggiungere la Cascata del Buon Natale tramite due percorsi da sopra o da sotto del getto d’acqua.
Per vedere la cascata da sopra bisogna lasciare l’auto vicino al Ponte “Ramazzotti”, prendere a sinistra e scendere tra le ultime case del paese e poi risalire per raggiungere la Chiesa di Santa Maria della Rocca, detta anche “Chiesa della Madonna del Divino Amore”. Proseguire a sinistra dell’edificio lungo la Valle del Fosso Vargo, oltrepassato il torrente si inizia a salire sulla strada brecciata si svolta a destra e si prosegue dritto per 1 Km. A un certo punto una piccola frana crea uno sbarramento e grazie a un passaggio di fortuna realizzato con palizzate in legno, si riesce a superarlo (da evitare in caso di maltempo). Si abbandona la strada brecciata per entrare nel bosco, passando poco sotto l’eremo di Sant’Amico e raggiungendo dall’alto dopo circa 2 km la cascata della Padura (circa 1450 mt).
Per osservare la Cascata del Buon Natale da sotto si prende a sinistra dalla chiesetta di San Silvestro si sale lentamente in quota, passando il Fosso delle Favole e poi il Fosso Ravicella. Dopo circa 4 km si raggiunge un bivio, si prende a sinistra e si procede dritto lungo la strada brecciata. Lungo il percorso bisogna fare attenziona a una frana, la si aggira con un passaggio di fortuna realizzato con palizzate in legno.(da evitare in caso di maltempo). Oltrepassata la frana dopo 5 Km nei pressi delle prese di captazione dell’ENEL , inizia la parte più impegnativa del percorso, NON ADATTA A TUTTI. Il sentiero costeggia il torrente sulla sinistra si prosegue sul bordo del fiume, a volte a destra, a volte a sinistro, per circa 10 minuti ed in breve si raggiunge la cascata (circa 1450 mt).
Si sconsiglia vivamente di percorrere questi itinerari al di fuori dei mesi estivi.
Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. In particolare questo itinerario, come riportato nella descrizione, presenta anche la problematica della frana che interessa il tragitto.
“Arquata Potest” si scusa per eventuali disagi specificando in ogni caso che NON RISPONDE DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.
info: Arquata Protest


[10] Il Sasso Spaccato o Tassinara [Ascoli Piceno]
Il Sasso Spaccato, un’impressionante e profonda fenditura nella roccia, si trova nel piccolo borgo di Tallacano, ancora inagibile a seguito del terremoto del 2016, è situato tra il massiccio dei Monti Sibillini e il Parco Nazionale dei Monti della Laga, in provincia di Ascoli Piceno.
Il sentiero inizia dal paese seguendo le indicazioni per la chiesa di San Pietro e si continua sulla mulattiera. Non troppo distante si può ammirare la meravigliosa spaccatura della montagna contornata da un fitto bosco di castagni.
Sulle pareti della roccia sono incisi nomi e piccole croci perché questo luogo era utilizzato come cimitero e lungo il canyon vennero seppelliti i morti dovuti da una epidemia di colera di fine Ottocento.
[11] La Grotta del Petrienno [Ascoli Piceno]
La Grotta del Petrienno sorge nell’area del Monte Ceresa, in provincia di Ascoli Piceno si parte da Poggio Rocchetta, (sentiero 402), si sale al paese e dopo le prime abitazioni si svolta a sinistra sulla mulattiera pianeggiante (sentiero 435). Una leggera discesa attraversa il Fosso del Petrienno, dove vive il gambero di fiume. Oltrepassata una vecchia costruzione incassata nella roccia, al bivio si prende a sinistra verso Agore, si attraversa e sii prosegue verso sinistra. Si aggira il crinale fino in fondo dove una stretta fenditura tra grandi massi permette di accedere sull’altra sponda della valle passando proprio sotto la cascata formata dal fosso.
Il sentiero segnalato con i classici segni bianchi e rossi conduce alla Grotta di Petrienno, quasi interamente nascosta da alberi. La cavità è incassata in una stretta valle del tutto invisibile a distanza. La Grotta del Petrienno è larga circa 60 metri, profonda circa 15 metri e alta 10 metri, vicino alla grotta molti resti di edifici rurali in mattoni sono ancora visibili. Il luogo, immerso nella vegetazione diede rifugio ai soldati americani durante la Seconda Guerra Mondiale. Sotto la cascata risiedono delle casupole in pietra grezza, testimonianza di una popolazione che abitava questi boschi vivendo di pastorizia ed agricoltura. Si scavalla la Grotta Del Petrienno e il sentiero prosegue su una strada imbrecciata fino a Poggio Rocchetta.






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