Al confine tra Abruzzo e Marche si trova un delizioso borgo ricco di storia, arroccato su uno sperone di roccia. Castel Trosino custodisce anche una preziosa testimonianza del passato, la Necropoli Longobarda, immersa nel bosco subito fuori il borgo.

Indice
Dove si trova Castel Trosino?
Castel Trosino è un piccolo borgo medioevale nel comune di Ascoli Piceno, abbarbicato ed isolato su una rupe, domina un’ampia vallata e risulta essere un ottimo punto strategico. Sotto l’antico insediamento di Castel Trosino scorre il fiume Castellano, il principale affluente del fiume Tronto, che si unisce alla sorgente dell’acqua salmacina donando alle acque una colorazione verdastra. Siamo al confine tra Marche ed Abruzzo.
Come raggiungere Castel Trosino?
Dalla tangenziale di Ascoli Piceno (la strada Statale che collega Ascoli a Porto d’Ascoli RA11, superstrada Ascoli Mare) uscire ad Ascoli Piceno centro e prendere le indicazione per Castel Trosino. Dall’uscita sono circa 5 chilometri, poco più di 5 minuti di auto.
Cosa vedere a Castel Trosino?
Ciao Amici, lasciata la macchina ci incamminiamo su un’altura in travertino dove spicca Castel Trosino.
La porta di accesso al borgo
L’unico accesso possibile al borgo è tramite una porta con un arco a tutto sesto. Oltrepassata ci troviamo nel cuore di questo grazioso paesino medievale restaurato egregiamente in pietra di travertino.
Casa Re Manfredi
Nel centro del paese una piccola casa attira il nostro interesse più per la leggenda che per altro, la Casa di Re Manfredi, un modesto edificio in pietra che al secondo piano presenta una incantevole loggetta a tre luci.
Vicoli e Panorami
La nostra passeggiata si snoda tra i stretti vicoli racchiusi nella cinta muraria a strapiombo sulla vallata, uno scenario che molto bene si può apprezzare dal meraviglioso giardino del belvedere.
Necropoli e Sentiero dei Longobardi
Lasciato il centro storico di Castel Trosino e la porta d’ingresso alle nostre spalle ci dirigiamo verso la necropoli di Castel Trosino e il tesoro dei Longobardi.
Prendiamo l’auto e scendiamo lungo la strada asfaltata, direzione Ascoli Piceno per alcune centinaia di metri. Parcheggiamo l’auto dopo il ponticello: subito dopo la curva è presente un piccolo parcheggio con indicazioni per la necropoli. Ritorniamo verso il ponte e saliamo sulle scalette. Il tragitto ci conduce nel bosco e un breve sentiero ci permette di giungere nell’area dei ritrovamenti.
In maniera un po’ scenografica è stata riprodotta la cerimonia funebre longobarda, con delle statue a grandezza naturale in cerchio e il defunto al centro. A pochi passi un altro reperto ci ha lasciato senza parole, tra gli alti fusti e nella fitta vegetazione fuoriusciva dal terreno una cripta in vetro con all’interno uno scheletro e il suo corredo funebre.
Il percorso si snoda poi nel bosco, alcune tabelle spiegano l’ubicazione degli altri ritrovamenti.
Un luogo sacro e alquanto suggestivo, ci siamo sentiti in obbligo di fermarci qualche minuti in un rispettoso silenzio!


Curiosità su Castel Trosino?
- Casa di Re Manfredi o Casa della Regina è un edificio contornato da due leggende: la prima che fosse l’abitazione di Manfredi, il figlio illegittimo di Federico II e suo successore; la seconda vuole che la piccola costruzione fosse abitata da una bellissima ragazza di cui Manfredi si innamorò e con la quale ebbe una breve ed intensa storia d’amore.
- Nel 1893 grazie al parroco e a un agricoltore scoprirono lavorando la terra alcune tombe di età longobarda di diversi periodi: 260 tombe, dei preziosi corredi funebri, armi, monili, gioielli, elmi, corazze, lance, scudi, frecce, fibule, collane, orecchini, pissidi, amuleti manufatti d’oro e d’argento. Grazie a questi scavi emerse la più grande necropoli longobarda di tutta Italia.
- Oggi la maggior parte dei tesori sono conservati nel Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno, il Museo Nazionale dell’Alto Medioevo di Roma e un corredo maschile molto prezioso, smembrato e disperso, del cavaliere che pare essere stato il primo comandante del reparto, sono esposti al Metropolitan Museum of Art di New York ed altri ancora al Musée d’Archéologie Nationale a Saint Germain en Laye in Francia.
- I Romani costruirono un impianto idrico che convogliava l’acqua salmacina dalla fortezza malatestiana fino ad Ascoli Piceno. I resti dell’acquedotto sono visibili nella città di Ascoli in via Cristoforo Colombo, dove vi sono due tubature in coccio che portavano rispettivamente sia l’acqua potabile sia l’acqua termale.
Cosa non perdere a Castel Trosino?
Sorgente Acqua Salmacina
La sorgente dell’acqua salmacina, alcalina e diuretica, nota fin dall’antichità per le sue qualità terapeutiche sgorga sotto il borgo tingendo di verde il torrente Castellano.
Lago Casette Castel Trosino
Lago di Casette / Castel Trosino è un lago artificiale, realizzato grazie a una diga nel 1960 sul torrente Castellano, alta 78 metri. Il lago è un’oasi immersa nel verde, lungo il perimetro una pista ciclopedonale consente di arrivare alle sorgenti di acqua sulfurea (acqua salmacina) e all’antica “fornace intermittente” per la trasformazione della calce.



In Camper a Castel Trosino
Castel Trosino non presenta aree camper attrezzate o camper service.
Se viaggi in camper c’è un comodo ed ampio parcheggio alle porte del borgo, ideale per il camper.

Grazie dellaloro descrizione, noi torneremo a visitare Castell Trosino per approfondirne la conoscenza.
Franco Pioli
Grazie per il commento, buona visita!