Articolo a cura della redazione di Amarche — aggiornato il 12 agosto 2026.
Quasi cento anni fa, nel 1927, Senigallia fu tra le prime città d’Italia a organizzare il turismo balneare come lo conosciamo oggi, con tanto di azienda autonoma dedicata — quando il concetto stesso di “vacanza al mare” era ancora agli albori nel paese. Secondo alcune fonti, il riconoscimento arrivò addirittura nello stesso periodo di quello di Cortina d’Ampezzo, la capitale italiana del turismo di montagna. Non è un caso se, quasi un secolo dopo, la sua spiaggia di sabbia finissima — la “spiaggia di velluto” — sia ancora oggi la più famosa delle Marche.

Un pezzo di storia italiana raccontato dalla sabbia più famosa delle Marche.
Indice
Perché Senigallia fu tra le prime città del turismo in Italia?
Cosa dice il decreto del 1927?
Nel 1927 un decreto ministeriale classificò il territorio di Senigallia come “Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo”, sulla base della legge nazionale del 1926 che per la prima volta in Italia creava questa categoria amministrativa. L’anno successivo, nel 1928, arrivò il primo regolamento che ne definiva compiti e obiettivi: dall’accoglienza turistica alla gestione del servizio di salvataggio in spiaggia, dalla pulizia del litorale alla promozione di eventi. È l’archivio ufficiale della Regione Marche a definire quella di Senigallia “tra le prime aziende autonome di soggiorno d’Italia”: un’infrastruttura turistica organizzata in un’epoca in cui, per la maggior parte del paese, l’idea di “andare al mare” in vacanza non esisteva ancora.

È vero che il riconoscimento arrivò insieme a Cortina d’Ampezzo?
Su questo punto le fonti non sono d’accordo. Wikipedia racconta, nella voce dedicata alla Rotonda a Mare di Senigallia, che nel 1928 la città fu riconosciuta “insieme a Cortina d’Ampezzo” come sede della prima azienda autonoma di cura e soggiorno d’Italia — un abbinamento suggestivo, il mare e la montagna premiati nello stesso anno. Il problema è che questa versione non cita una fonte, e l’archivio ufficiale della Regione Marche non nomina affatto Cortina, parlando più genericamente di Senigallia “tra le prime” città italiane a dotarsi di questa struttura, con decreto datato 1927. Due fonti autorevoli, due racconti leggermente diversi: la versione più prudente e documentata resta quella della Regione Marche, ma quella con Cortina d’Ampezzo circola da tempo ed è comunque un bell’indizio di quanto, cento anni fa, Senigallia fosse già considerata all’avanguardia nel turismo organizzato.
Perché la spiaggia si chiama “di velluto”?
Il nome arriva direttamente dalla sabbia: dorata, finissima, morbida al tatto quasi come un tessuto. È un nome che si è consolidato nel tempo, insieme alla fama della città come una delle mete balneari più amate dell’Adriatico — merito, probabilmente, anche di quella spinta organizzativa arrivata così presto nella storia del turismo italiano. Dal 1997 la spiaggia porta inoltre la Bandiera Blu, il riconoscimento della Foundation for Environmental Education per la qualità delle acque e dei servizi.
Dove si trova Senigallia?
Senigallia si trova sulla costa medio-adriatica, tra Pesaro e Ancona, in provincia di Ancona: il fiume Misa attraversa la città prima di sfociare in mare.
Cosa vedere a Senigallia oltre alla spiaggia?
Ciao amici — se questa storia vi ha incuriosito, Senigallia merita una visita anche fuori dall’ombrellone: la Rocca Roveresca del Quattrocento, il Foro Annonario neoclassico, la Cattedrale legata a Papa Pio IX (nato proprio qui) e la Rotonda sul Mare, il simbolo della città su palafitte. Trovate tutto, con mappa e foto, nella nostra guida completa su cosa vedere a Senigallia.


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