Tarquinia, culla della civiltà etrusca, è un luogo dove il passato incontra il presente in un incantevole scenario. Situata nella storica regione della Tuscia, questa città millenaria è famosa per la Necropoli di Monterozzi, Patrimonio UNESCO, e per i suoi straordinari tesori medievali. Dalle tombe affrescate alle mura antiche, dai panorami sul Mar Tirreno ai capolavori custoditi nel Museo Nazionale Etrusco, Tarquinia è una destinazione che racconta storie di cultura, arte e natura tutte da vivere.

Indice
Dove si trova Tarquinia?
Tarquinia, situata nella provincia di Viterbo, nella regione Lazio, fa parte della storica area denominata Tuscia. Questa regione storico-geografica dell’Italia centrale corrisponde in gran parte alla provincia di Viterbo, estendendosi anche in alcune aree della Toscana (Maremma Toscana) e dell’Umbria. Il termine “Tuscia” deriva da “Etruria” o “terra dei Tusci,” riferendosi all’antica popolazione degli Etruschi che abitavano queste terre.
La città di Tarquinia si affaccia sul Mar Tirreno, a nord-ovest di Roma e Civitavecchia e a sud della Toscana. È situata nella Maremma laziale, su un colle a un’altitudine di 133 metri sul livello del mare. Il territorio è attraversato da tre corsi d’acqua principali: il Marta, l’Arrone e il Mignone, che arricchiscono il paesaggio e testimoniano l’importanza strategica e naturale di quest’area fin dall’antichità.
Cosa vedere a Tarquinia?
Ciao Amici, durante le festività natalizie abbiamo visitato Tarquinia, un affascinante borgo laziale noto per la sua straordinaria eredità etrusca. Il grazioso borgo a circa un’ora da Roma è noto per la presenza di una interessante area archeologica scoperta nel XVIII secolo, la Necropoli di Monterozzi.
Necropoli di Monterozzi

La visita alla necropoli è accessibile anche per chi è accompagnato da cani, limitatamente alle aree verdi. Con il biglietto d’ingresso è possibile accedere al Museo Nazionale Etrusco, dove sono esposti numerosi reperti provenienti dalla necropoli e da altre aree archeologiche, offrendo un ricco panorama della cultura etrusca.

Il sito divenuto Patrimonio Unesco dal 2004 è considerato il più importante del Mediterraneo, con circa 6.000 sepolture, le più antiche risalenti al VII secolo a.C. Tra queste, circa 200 tombe presentano affreschi che rendono la necropoli un sito di eccezionale prestigio artistico e storico.

La superficie si estende per circa sei chilometri su un pianoro chiamato Monterozzi, ed è suddivisa in diverse aree: Calvario, Primi Archi, Secondi Archi, Scataglini e Doganaccia caratterizzata da tumuli che formano piccoli monticelli di terra.

Attualmente, le tombe visitabili nel sito sono 22, tutte scavate nella roccia sono accessibili grazie a scale che permettono di raggiungere i loro suggestivi interni.

Gli ipogei, protetti da porte a vetri, ci offrono la possibilità di ammirare pareti dipinte a fresco risalenti a un periodo compreso tra il VII e il I secolo a.C.


Questi affreschi raffigurano scene magico-religiose, animali, banchetti, danzatori e paesaggi vivaci, concepiti per celebrare la vita terrena del defunto e alleviare il dolore dei suoi cari.

Cinta Muraria del borgo
A circa 1 km dalla necropoli si trova il borgo di Tarquinia, avvolto da una magnifica cinta muraria medievale risalente al IX secolo, uno degli elementi artistici più preziosi della città. Questa struttura, perfettamente conservata, è realizzata in conci di macco disposti in corsi orizzontali e tenuti insieme da calce, sabbia e pozzolana. Lungo il perimetro si innalzano numerose torri d’avvistamento, alcune delle quali sono situate anche all’interno del circuito murario, aggiungendo fascino e imponenza a questa straordinaria testimonianza storica.
Barriera San Giusto
Entriamo nel cuore di Tarquinia dalla Barriera San Giusto, originariamente conosciuta come Porta della valle e Firenze, venne ingrandita nel primi del ‘900 e abbellita da due pilastri in travertino con bugne rettangolari ornati con stemmi in ghisa.
Nella suggestiva terrazza in piazza Cavour, dalla quale si gode una splendida vista sul Mar Tirreno, domina un gioiello architettonico di grande rilevanza storica e culturale: il Palazzo Vitelleschi.
Museo Archeologico Nazionale
Palazzo Vitelleschi, voluto dal cardinale Giovanni Maria Vitelleschi e realizzato tra il 1436 e il 1439 su progetto di due diversi architetti, ospita dal 1924 il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia.

La facciata è un esempio straordinario di fusione tra stile gotico e rinascimentale. Le bifore e le trifore richiamano le influenze gotiche creando un effetto di leggerezza ed eleganza mentre il portale a sinistra, sormontato da un timpano triangolare decorato con lo stemma della famiglia Vitelleschi, è una chiara testimonianza del graduale passaggio allo stile rinascimentale che caratterizzava l’epoca. Superato il maestoso portone accediamo a un ampio cortile trapezoidale, impreziosito da un pozzo ottagonale. Il porticato disposto su due ordini ad arco acuto è ornato da eleganti e raffinate decorazioni bicrome in macco e nenfro.

Il percorso museale si snoda attraverso straordinarie testimonianze della cultura etrusca e greca: sarcofagi etruschi, autentici capolavori della scultura funeraria risalenti al III-I secolo a.C; una vasta collezione che illustra l’evoluzione della pittura vascolare greca ed etrusca.

Tra i pezzi di maggior rilievo, spiccano i vasi a figure nere del VI secolo a.C., il corredo della tomba del vaso di Bocchoris (databile tra il VII e il VI secolo a.C.), la celebre coppa decorata con scene delle principali divinità greche, un raffinato calice plastico a testa di giovinetta di arte ionico-attica e una splendida coppa raffigurante Elena e Priamo.

La tomba a camera dei Versna e quattro tombe dipinte “strappate” negli anni ’50 e ’60 del ‘900 nella Necropoli di Monterozzi e ricostruite nel Museo.

Il secondo piano ospita la cappella e l’anticappella, decorate con affreschi del XV secolo, e la Sala delle Armi, da cui si gode di uno splendido panorama. Tra i capolavori esposti spicca la scultura fittile dei Cavalli Alati, rinvenuta nel 1936, parte del frontone del tempio etrusco di Ara della Regina.
Percorrendo Corso Vittorio Emanuele II incontriamo il cuore storico di Corneto (nome della città fino al 1872): il Palazzo Comunale e la fontana monumentale che impreziosiscono Piazza Matteotti.

La struttura architettonica del primo monumento è rimasta in stile romanico risalente al XIII secolo,di particolare bellezza l’arco della mercanzia, il loggiato dell’arengo e la Sala degli Affreschi. Inglobato al palazzo si trova il torrione del X-XI secolo a pianta quadrata realizzato in pietra facente parte della prima cinta muraria.
Antistante l’edificio si erge la fontana monumentale, una splendida opera settecentesca progettata dall’architetto Filippo Barigioni. Al centro della vasca circolare in marmo si trovano scogli in peperino su cui poggiano quattro mensoloni decorati con stemmi e un’epigrafe che ricorda il completamento dell’acquedotto nel 1724.
La fontana per secoli fu una risorsa essenziale per l’approvvigionamento idrico della città.
Chiesa e Convento di San Francesco
A breve distanza dalla via principale, in posizione appartata, sorge la Chiesa e Convento di San Francesco, edificata alla fine del 1200, probabilmente a seguito di un miracolo attribuito al santo, nei pressi di un oratorio dedicato alla Trinità.

La semplice facciata, suddivisa in tre sezioni, è dominata dal maestoso portale gotico, composto da quattro archi ogivali concentrici e sormontato da un rosone decorativo di ispirazione romanica, che ne esalta l’eleganza.
All’interno, l’ambiente si sviluppa in tre navate scandite da cinque campate ciascuna, con il transetto leggermente rialzato che introduce alle tre absidi sul fondo, conferendo all’insieme un’austera armonia.

Terrazza Panoramica
Sulla sommità del colle, seguendo l’Alberata Dante Alighieri, raggiungiamo una pittoresca terrazza adiacente alla porta urbica Farnese. Da qui si apre una vista incantevole che abbraccia il suggestivo paesaggio della campagna laziale, regalando uno spettacolo di quiete e bellezza naturale.
Tarquinia medievale
Imbocchiamo via delle Torri, un intreccio di viuzze e piazzette ci regala l’impressione di essere trasportati nel cuore pulsante della Tarquinia medievale. Ogni angolo, abitazione e torre racconta storie intrise di fascino e tradizione, evocando un passato che sembra ancora vivere tra le antiche pietre.
Il duecentesco e fortificato Palazzo dei Priori, sede del Museo della Ceramica d’Uso a Corneto; il torrione Draghi, la solida torre Barucci coronata da merli, la Chiesa di San Martino nota sin dal 1051 in stile romanico è la più antica di Tarquinia e il Palazzetto di Santo Spirito datato XV oggi sede dell’Archivio Storico Comunale.


Scendiamo lungo via della Rupe, un affascinante percorso panoramico, e raggiungiamo due straordinarie testimonianze del passato medievale di Tarquinia: la torre Matilde di Canossa e la Chiesa di Santa Maria in Castello.

Torre Matilde di Canossa
La circolare Torre Matilde di Canossa, legata alla presenza della contessa nell’anno 1080, fu restaurata nel 1439 e integrata in un complesso difensivo progettato dal cardinale Vitelleschi. Comprende una torre quadrata, un camminamento tra alti muri e una porta fortificata a baionetta, nota come “resechata,” creata per separare il castello dalla città durante la sua espansione.

Chiesa di Santa Maria in Castello

Chiesa di Santa Maria in Castello venne eretta alla metà del 1100 ed è un maestoso esempio di architettura romanica sulle fondamenta della Cappella altomedievale di S. Maria ad Rupes. La facciata rettangolare presenta tre portali, una bifora, monofore e un rosone lombardo. L’interno austero ed imponente, suddiviso in tre navate, conserva frammenti di mosaici cosmateschi, un fonte battesimale ottagonale e un ciborio di pregio. Una porta a destra dell’altare ci accompagna fuori della chiesa dove possiamo ammirare uno spettacolare tramonto sul Mar Tirreno, la costiera toscana,la penisola di Orbetello e l’isola del Giglio.
Dopo secoli di restauri e utilizzi vari, fu abbandonata nel 1809 e danneggiata da un terremoto nel 1819. Dichiarata monumento nazionale nel 1975, è oggi un simbolo della storia e dell’arte di Tarquinia.

Concattedrale di Santa Margherita

La nostra visita si conclude presso la duecentesca Concattedrale di Santa Margherita, il principale luogo di culto di Tarquinia, è un significativo esempio di architettura neoclassica, con elementi gotici risalenti alle origini dell’edificio. La facciata, preceduta da una scalinata e affiancata dal campanile a torre, è suddivisa in due ordini: nella parte inferiore si trovano tre portali, mentre quella superiore culmina in un timpano triangolare con una bifora centrale incorniciata dalle statue di Santa Margherita e San Martino.

L’interno, privo di transetto, è organizzato in tre navate divise da archi a tutto sesto e coperte da volte a botte lunettate. La navata centrale termina con un’abside poligonale, più piccola rispetto alla navata, che custodisce un altare maggiore barocco in marmi policromi. L’abside conserva inoltre preziosi affreschi del XVI secolo di Antonio del Massaro, detto “il Pastura,” tra cui spiccano l’Incoronazione della Vergine, figure di Santi e Sibille. Nella navata destra si trovano due tele tardo-seicentesche di Giacinto Brandi, raffiguranti la Morte di San Giuseppe e la Morte della Vergine.

Sulla cantoria in controfacciata è collocato un organo a canne realizzato nel 1879 dai fratelli Morettini, strumento di pregio che arricchisce ulteriormente il patrimonio artistico della concattedrale.

Cosa non perdere a Tarquinia?
Fontana Nova
Fontana Nova costruita nel 1100 si trova fuori dal centro storico e serviva come principale fonte idrica di Tarquinia. Il monumento in pietra è caratterizzato da un grande vascone con sei archi e cannelle alimentate da cunicoli sotterranei, fu ristrutturato nel XIV secolo con l’aggiunta di un lavatoio e una vasca per ortaggi. Restaurata nel XX secolo è un’importante testimonianza storica e architettonica.
Museo Diocesano d’Arte Sacra
Il MAST, Museo Diocesano d’Arte Sacra, è ospitato dal 2001 nel Palazzo Vescovile, un edificio rinascimentale con elementi medievali. Situato al piano nobile, il museo comprende una galleria di ritratti di prelati illustri e undici sale espositive. La collezione include paramenti, arredi liturgici e opere d’arte (secc. XI-XIX), tra cui capolavori di artisti come Antonio del Massaro, il Truffetta, Bartolomeo Cavarozzi, Giovanni Francesco Romanelli e Tommaso Conca. Al piano terra si trova l’Archivio Diocesano.
Lido di Tarquinia

Lido di Tarquinia a circa 5 km dal centro storico è una nota località balneare. La spiaggia, caratterizzata da sabbia scura e ferrosa simile a quella dell’Elba, presenta un fondale che alterna zone sabbiose a grotte e praterie di posidonia. Durante l’estate, si svolgono numerosi eventi musicali e teatrali, mentre ogni domenica mattina, in Viale dei Tritoni, ha luogo un vivace mercato, anche alimentare. Gli appassionati di sport possono praticare vela, windsurf, kite surf, diving, pallavolo e beach volley.
Riserva Naturale Statale Saline di Tarquinia


La Riserva Naturale Statale “Saline di Tarquinia” è un’area umida di circa 170 ettari con acque iperaline, sviluppatasi da una palude salmastra retrodunale. Sfruttata per la produzione di sale fin dall’età villanoviana, l’attività cessò definitivamente nel 1997.


La riserva, protetta dal 1980 per il suo valore naturalistico, ospita habitat protetti dall’UE e specie rare di flora e fauna. È un importante sito di nidificazione per oltre 220 specie di uccelli, tra cui fenicotteri e cavalieri d’Italia. Presenta anche una limitata ma significativa biodiversità di anfibi, rettili, mammiferi e pesci.
Curiosità su Tarquinia
La città di Gravisca, con il suo porto affacciato sul Mar Tirreno, fu tra il 600 e il III secolo a.C. un centro di grande importanza commerciale e religiosa, cruciale per gli scambi nel Mediterraneo. L’antica Tarquinia, situata in una posizione strategica sopra la vallata del fiume Marta, prosperò grazie alla navigabilità del fiume, che per secoli favorì intensi commerci e lo sviluppo politico ed economico della città. Oggi restano solo alcune tracce di questo straordinario passato.
L’Ara della Regina, situata sul Pian di Civita vicino a Tarquinia, è un tempio etrusco risalente al IV secolo a.C., utilizzato per riti e preghiere. Il sito conserva un basamento monumentale in macco e i resti dell’accesso alla cella interna, costruiti in nenfro, una pietra locale.
La divinità venerata potrebbe essere Artume, l’equivalente etrusco di Diana. Nel 1938, durante gli scavi di Pietro Romanelli, fu scoperta la lastra dei Cavalli Alati, capolavoro in terracotta raffigurante due equini alati, ora esposta al Museo Nazionale di Tarquinia. Il tempio aveva in origine due lastre decorative sul frontone, ma quella con la biga è andata perduta.
Eventi Tarquinia
Infiorata del Corpus Domini
L’Infiorata del Corpus Domini è un evento della tradizione cristiana che celebra il Corpus Domini attraverso la creazione di straordinari quadri e tappeti floreali. Le composizioni, di grande pregio artistico, sono dedicate a temi come la fede, la pace e l’amore, offrendo un’espressione visiva di spiritualità e bellezza. Maggio
DiVino Etrusco
Il DiVino Etrusco, evento dedicato al vino e alla cultura etrusca.La manifestazione celebra le 12 città della Dodecapoli Etrusca attraverso un percorso enoico nel centro storico, con stand delle migliori cantine, street food, degustazioni guidate, show cooking, musica, spettacoli, mostre, presentazioni di libri e concorsi di cucina, offrendo un’esperienza enogastronomica e culturale unica. Agosto
Io pittore per caso
“Io pittore per caso“, concorso di pittura aperto a tutti, nessuno escluso. Una tradizione locale che unisce creatività e animazione, attirando aspiranti pittori e cittadini. Spettacoli per bambini, musica dal vivo, degustazioni e mercatini dell’artigianato. Ottobre
Quali sono i prodotti e piatti tipici di Tarquinia?
Olio Extravergine di Oliva della Tuscia (DOP). L’olio extravergine di oliva prodotto nella zona di Tarquinia rientra nella Denominazione di Origine Protetta Tuscia DOP. È caratterizzato dal sapore fruttato con un retrogusto amaro-piccante.
Il Mirandot o Mirandò è un piatto tradizionale della cucina tarquiniese, semplice e ricco di sapore. Si tratta di una zuppa rustica a base di patate, pomodori, cipolle e pane raffermo, aromatizzata con erbe aromatiche locali. È una pietanza che racconta le origini contadine della zona, perfetta per i mesi più freddi.
L’AcquaCotta è una variante locale di un piatto tipico della Maremma. Si prepara con verdure fresche di stagione, pane raffermo, olio extravergine d’oliva e, talvolta, un uovo aggiunto direttamente nel piatto caldo. Questo piatto povero, ma estremamente saporito, rappresenta la tradizione culinaria legata alla semplicità e alla genuinità.
Le Fettuccine all’Etrusca con Funghi Ferlenghi e Salsicce. Un primo piatto robusto e gustoso, che celebra i sapori autentici della terra. Le fettuccine fresche sono condite con un sugo preparato con funghi ferlenghi (tipici dei boschi locali), salsicce e un tocco di finocchietto selvatico, che dona al piatto un aroma inconfondibile.
I Funghi Ferlenghi al Finocchio Selvatico. I funghi ferlenghi vengono saltati in padella con aglio, olio e finocchietto selvatico. Questo piatto esalta il sapore unico dei ferlenghi, rendendolo un contorno perfetto o un antipasto tradizionale.

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