Articolo a cura della redazione di Amarche — aggiornato il 29 settembre 2026.
I Fioretti di San Francesco, il libro che da oltre sei secoli racconta il santo di Assisi, nascono nelle Marche: sono la traduzione in volgare degli Actus beati Francisci, una raccolta latina del Trecento che la tradizione attribuisce a fra Ugolino da Montegiorgio, frate del Fermano, e i loro ultimi capitoli sono dedicati ai frati della Marca d’Ancona. Sabato 3 ottobre 2026 ricorrono 800 anni dalla morte di Francesco, e domenica 4 il giorno della sua festa torna festa nazionale per la prima volta dal 1977.

Il lupo di Gubbio, la predica agli uccelli, la perfetta letizia: sono tutte pagine dei Fioretti, un libro che ha le radici tra le colline di Fermo e Macerata.
Perché i Fioretti di San Francesco nascono nelle Marche
Chi ha scritto i Fioretti di San Francesco?
I Fioretti che leggiamo oggi sono una traduzione trecentesca, di mano incerta, di un testo latino: gli Actus beati Francisci et sociorum eius, gli “Atti del beato Francesco e dei suoi compagni”, scritti tra il 1327 e il 1337. La tradizione degli studiosi francescani ne indica l’autore in fra Ugolino Boniscambi da Montegiorgio, documentato tra il 1319 e il 1343, vissuto nel convento del paese, che allora si chiamava Monte Santa Maria in Giorgio, e per tre anni in quello di Brunforte. Il Dizionario Biografico Treccani avverte che nell’opera si riconoscono una struttura e uno stile “almeno doppi”, segno di più mani al lavoro. Qualche fonte lo confonde ancora con Ugolino da Brunforte, vescovo di Teramo: un’identificazione che la critica ha escluso.
La Marca d’Ancona, “a modo che ‘l cielo di stelle”
Il libro si apre con Francesco e i primi compagni, poi cambia scena e si sposta nelle Marche, sulla generazione di frati venuta dopo di lui. Il capitolo 42 comincia così: “La Provincia della Marca d’Ancona fu anticamente, a modo che ‘l cielo di stelle, adornata di santi ed esemplari frati”. Seguono i loro miracoli: frate Bentivoglia da San Severino che porta un lebbroso per quindici miglia in pochissimo tempo, frate Pietro da Monticello a cui parla san Michele, frate Corrado da Offida a cui la Vergine mette in braccio il Bambino. Nei capitoli successivi tornano Corrado, frate Giovanni dalla Penna e frate Jacopo dalla Massa. Sono i conventi della custodia di Fermo, dove Ugolino visse: Soffiano, Loro, Monterubbiano, Falerone, Massa, Penna San Giovanni.

“Io ebbi gran desiderio di vederlo”: chi scrive entra nel racconto
Nel capitolo 48 la voce narrante parla in prima persona. Il protagonista è frate Jacopo dalla Massa, che frate Egidio, frate Ginepro e frate Lucido consideravano senza pari per santità, e chi scrive confessa: “Io ebbi gran desiderio di vederlo”. Per arrivare a lui passa da frate Giovanni, compagno di Egidio, che gli consiglia di parlare con Jacopo se vuole capire davvero la vita spirituale. È uno dei punti in cui si sente che queste storie sono state cercate e ascoltate di persona, da un frate all’altro, nei conventi dell’entroterra marchigiano. Poi la traduzione in volgare le ha portate ovunque: oggi se ne conoscono dodici manoscritti e la prima edizione a stampa è del 1476, a Vicenza.
Quando ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco?
Francesco morì alla Porziuncola, ai piedi di Assisi, la sera del 3 ottobre 1226: sabato 3 ottobre 2026 sono esattamente 800 anni. Il giorno dopo, 4 ottobre, è la sua festa, e da quest’anno torna festa nazionale, come era stata fino al 1977: la legge che la ripristina è stata approvata dal Parlamento nell’autunno 2025, in vista dell’ottavo centenario. Un buon momento per riprendere in mano i Fioretti, e scoprire quante delle loro pagine parlano delle Marche.
Dove si trova Montegiorgio e le strade francescane delle Marche
Montegiorgio si trova sulle colline della provincia di Fermo, nell’entroterra tra i Monti Sibillini e l’Adriatico. Chi vuole camminare sulle tracce di Francesco nelle Marche ha a disposizione il Cammino Francescano della Marca: 167 chilometri tra strade, sterrati e sentieri che da Assisi arrivano ad Ascoli Piceno, attraverso l’Appennino umbro-marchigiano e il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Tra le tappe ci sono Comunanza, con la chiesa di San Francesco del Duecento, e Sarnano. Dal paese si sale in circa 7 chilometri all’Eremo di Soffiano, addossato a una parete di roccia nei boschi dei Sibillini: è qui che i Fioretti ambientano due capitoli. Nel 46 frate Umile, che a Soffiano visse e morì; nel 47 un frate senza nome così assorto nella preghiera che gli uccelli venivano a posarglisi sulle spalle, sul capo e sulle mani.
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani — Ugolino da Montegiorgio
- Wikipedia — Atti del beato Francesco e dei suoi compagni
- Wikipedia — I fioretti di san Francesco
- Wikisource — Fioretti di San Francesco, capitolo XLII
- Wikisource — Fioretti di San Francesco, capitolo XLVIII
- Sarnano Turismo — Escursione all’Eremo di Soffiano
- Vatican News — San Francesco, il 4 ottobre torna a essere festa nazionale in Italia
- Wikimedia Commons — I fioretti di San Francesco, manoscritto del XV secolo (Boston Public Library)

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