Acquasanta Terme si trova in provincia di Ascoli Piceno, nell’alta valle del fiume Tronto, incastonata fra i Monti Sibillini e i Monti della Laga. Il borgo fa parte della Comunità montana del Tronto.

“Ad Aquas”, così chiamata dagli antichi popoli è un borgo rinomato per le sue acque curative e sulfuree, dove gli antichi romani, dopo lunghi viaggi percorsi per portare il sale dall’Adriatico a Roma, sostavano e si rigeneravano.
Acquasanta Terme è un territorio ricco di tante attrazioni da vedere e noi vi proponiamo 10 luoghi da non perdere vicino al paese.
Indice
- “Lu Vurghe”
- Sasso Spaccato
- Cascate della Prata e della Volpara
- Cascata di Forcella
- Grotta Petrienno e Cascata del Fosso di Agore
- Il Ponte Vecchio
- Il Monastero di san Benedetto in Valledacqua
- Gole del Rio Garrafo e Grotta Fredda
- Cimitero Partigiano Internazionale di Pozza
- Lago di Talvacchia
- Eventi Acquasanta Terme
“Lu Vurghe”
“Lu Vurghe” sono le piccole terme a cielo aperto, una fonte termale naturale, di libero accesso. Le sue tiepide acque sulfuree sgorgano ad una temperatura di circa 30 gradi. Grazie alla recente riqualificazione è possibile immergersi e rilassarsi in comode vasche.
[scopri di più su Lu Vurghe]
Sasso Spaccato
Il Sasso Spaccato è un largo e profondo canyon presso Tallacano nella zona denominata la Tassinara.
Tallacano è un borgo molto suggestivo costruito sullo sperone di roccia scura caratterizzato dalla presenza abbondante di castagne e marroni che ricoprono centinaia di ettari il gruppo montuoso dell’Appennino umbro marchigiano. Purtroppo l’abitato è stato profondamente colpito dal sisma del 2016.
Il violento terremoto ha distrutto irreparabilmente la chiesa e molte case circoscrivendo il perimetro come zona rossa.
Il sentiero per arrivare al canyon è abbastanza semplice: scopri come raggiungerlo e scarica la traccia gps/gpx nella nostra pagina dedicata, clicca qui!
Cascate della Prata e della Volpara
Le cascate sono immerse nel meraviglioso bosco secolare di castagni e faggi e si trovano sui Monti della Laga. I due spettacolari salti nascono da due corsi d’acqua distinti uno dal Rio Prata e l’altro dal Volpara. I fiumi scorrono sulla catena impermeabile dei Monti della Laga, perché composta in prevalenza dalla pietra arenaria, e danno origine a grandi salti dai 40 ai 90 metri, molto copiosi d’acqua soprattutto in autunno e inverno.
[scopri tutto sulle cascate Prata e Volpara]
Cascata di Forcella
La Cascata di Forcella si trovano nella frazione di Roccafluvione, nelle meravigliose Terre del Piceno. Creata dal torrente Tallacano è immersa nelle foreste di abeti, faggi, castagni e querce.

Il torrente nasce a 1300 metri di altitudine e scende dalla montagna dopo numerosi salti fino al Mulino Pompili del ‘700, dove si getta da più di 15 metri a strapiombo sulla parete rocciosa in una meravigliosa piscina naturale circondata da alberi e pace!


Per ammirare la Cascata di Forcella si parcheggia l’auto presso la Chiesa di San Giovanni Battista ad Sturman, datata 1118 un antico possedimento dei farfensi, e si prosegue lungo il sentiero per una decina di minuti. Si oltrepassa un’area pic nic e il mulino, si giunge al torrente Tallacano: a sinistra si nota il proseguire del corso d’acqua ma a destra, oltre la vegetazione, si vede la suggestiva e limpida cascata con la sottostante piscina. “Impossibile non fare il bagno!”
Grotta Petrienno e Cascata del Fosso di Agore
La Grotta del Petrienno, in dialetto “lu p’trienne”, si trova sul Monte Cerasa posta tra le frazioni di Rocchetta e Poggio Rocchetta vicino al fiume omonimo.
L’anfratto immerso nella rigogliosa vegetazione di castagni e bagnato dalla cascata è piuttosto suggestivo, si può ammirare l’erosione sull’ampio soffitto creato dall’acqua corrente. L’antro è profondo 15 metri e alto 10 metri, custodisce all’interno delle piccole strutture in muratura a secco, precisamente nove, abitazioni estive dei pastori e dei raccoglitori di foraggio.
Il percorso per visitare la grotta parte da Poggio Rocchetta e si snoda nel bosco, lungo torrenti e pareti di arenaria per terminare al sito in questione oppure continuare fino alla Cascata del Fosso di Agore. Il tracciato è ben segnalato e consigliamo di fare molta attenzione presso la grotta in quanto abbandonata e fatiscente.
Qui sotto trovi due sentieri CAI di Ascoli Piceno che ti condurranno alle due attrazioni:
http://www.caiascoli.it/index.php/33-pubblicazioni/192-itinerario-6
http://www.caiascoli.it/index.php?option=com_content&view=article&id=198
Il Ponte Vecchio
Il Ponte Vecchio spicca nella frazione Ponte d’Arli e collegava il paese all’antica e trafficata via Salaria. La struttura in muratura realizzata sul fiume Tronto nel 1580 dai maestri Comacini, i quali furono ispirati dai canoni romani per la costruzione dei ponti ad arco in conci di travertino con la classica “conformazione a schiena d’asino”. Un interessante elemento architettonico che si incastona perfettamente con la natura circostante. Il ponte fu realizzato a causa del crollo di un altro ponte romano, in località Rionile, dopo la copiosa piena del Fiume Tronto del 1570, detta Piena di S.Giovanni.

Il Monastero di san Benedetto in Valledacqua
L’enorme struttura ha origini antiche, risale al X secolo, quando era di proprietà dei monaci dell’Abbazia di Farfa. Completamente ristrutturata nel 2002, dopo aver trascorso decenni in profondo decadimento anche a causa del grave terremoto avvenuto nel 1972, è ritornata all’antico splendore. Attualmente il Monastero di Valledacqua ospita le monache Camaldolesi, le quali vivono in mistica comunione con Dio attraverso la preghiera, la cura dei giardini e dell’ampio orto. L’Abbazia dedicata a San Benedetto si presenta con la classica facciata a capanna a una sola navata illuminata da strette monofore con arco a sesto pieno. Alcuni antichi affreschi e due rari forni per la fusione del metallo venivano utilizzati per le campane sono emersi dalla ristrutturazione. La struttura immersa tra i Monti Sibillini, i Monti della Laga e del Gran Sasso include una foresteria annessa al ristorante per tutti coloro che sono alla ricerca di spiritualità e tranquillità, dove assaporare i prodotti locali in completa armonia e pace.
Gole del Rio Garrafo e Grotta Fredda
Le Gole del Rio Garrafo sono un grandioso canyon naturale che si estende per due Km, all’interno del territorio dei Monti della Laga, attorniate da alti e ripidi versanti rocciosi calcarei.
Per arrivare alle gole si passa il borgo di Acquasanta Terme, si percorre la sterrata per 1 Km ad uno slargo si parcheggia. Il sentiero nel verde risale il torrente non è di facile percorrenza (non adatto ai bambini), perchè in alcuni punti bisogna camminare lungo il corso d’acqua, su rocce scivolose e arrampicarsi con le corde poste sulle pareti. lungo il percorso si può osservare la Grotta Fredda, un anfratto naturale creato dall’erosione dell’acqua del torrente Rio Garrafo. (per visitare la grotta prenotazioni e informazioni presso l’Associazione Speleologica Acquasantana)
Riservato ad escursionisti esperti perchè alcuni tratti si presentano pericolosi! Un’ avventura da intraprendere nei mesi di siccità, in estate quando il Rio è asciutto o quasi. Nel 2007 il sociologo-speleonauta Maurizio Montalbini passò 235 giorni all’interno della Grotta Fredda effettuando un esperimento di isolamento spazio-temporale.
Cimitero Partigiano Internazionale di Pozza
Il Cimitero Partigiano Internazionale di Pozza, situato a metà strada tra le due frazioni di Pozza e Umito, un memoriale edificato per ricordare le vittime dell’eccidio nazifascista del 1944: italiani, jugoslavi (montenegrini), inglesi e grecociprioti. All’esterno del cimitero è posto un pannello informativo che narra la tremenda vicenda e l’Albo d’oro di tutti i combattenti di Acquasanta Terme, le medaglie al Valor Militare d’Argento, di Bronzo, le Croci al Valor Militare e le Croci al Merito di Guerra.
La storia della Seconda Guerra Mondiale vide protagoniste le piccole frazioni di Pito, Pozza e Umito. L’ 11 marzo le truppe naziste e fasciste attaccarono Pozza e uccisero otto uomini disarmati, ma i partigiani capitanati da Ettore Bianco fecero fuggire i tedeschi uccidendo il loro capitano e trenta soldati. I tedeschi risposero bombardando le abitazioni e i civili. Nel cimitero di Pozza riposano le vite spezzate di valorosi uomini, donne e bambini: 12 abitanti del posto e oltre 30 partigiani.
Lago di Talvacchia
Il lago di Talvacchia è un bacino artificiale realizzato dall’occlusione del torrente Castellano, affluente del fiume Tronto, attraverso una grande diga alta 78 metri, progettata nel 1960 dall’ingegnere Filippo Arredi.
Il lago metà marchigiano e metà abruzzese prende il nome dall’omonimo borgo di Talvacchia abbarbicato nel territorio ascolano. Le acque verde-azzurre del bacino sono circondate dalle cime del Gran Sasso, dai Monti della Laga, dal maestoso Vettore, dalle vette dei Sibillini e da una rigogliosa vegetazione, i quali offrono al visitatore una full immersion nella natura e una scenografia da togliere il fiato.
La zona intorno al lago è ricca di sentieri e mulattiere percorsi da pastori, pellegrini e briganti, come la pista ciclopedonale che dal torrente Castellano conduce alle sorgenti di acqua sulfurea (acqua salmacina).
Il lago di Talvacchia è rinomato per la pesca sportiva, grazie alla presenza di abbondanti pesci, in prevalenza ciprinidi.





Bravi; avevo voglia di ritornare ad Acquasanta Terme ma non avevo pubblicità o cartine geografiche del luogo;
solo e soltanto informazioni e opuscoli vari sui due vicini Parchi Nazionali, peccato.
Tuttavia ho trovato la vostra pubblicità in internet, mille grazie. Voglio visitare LU VURGHE con mio figlio e i nipotini.
Grazie Nazzareno, cerchiamo di essere utili consapevoli che non sempre le informazioni su alcuni luoghi fuori dai principali “circuiti turistici” sono frammentarie e a volte introvabili. Buon viaggio!