Articolo a cura della redazione di Amarche — aggiornato l’11 agosto 2026.
Castelfidardo è conosciuta in tutto il mondo come la “Capitale della Fisarmonica” ed è passata alla storia come la città dell’Unità d’Italia: qui, il 18 settembre 1860, si combatté la battaglia che aprì la strada al Regno d’Italia. Scopriamo insieme perché e tutte le altre bellezze di questo borgo collinare.

Dove si trova Castelfidardo?
Castelfidardo sorge su un dolce colle tra due fiumi, l’Aspio e il Musone, in provincia di Ancona. Il borgo è circondato da campi e prati coltivati, e da qui lo sguardo arriva fino al Monte Conero, alla riviera adriatica e alla Selva di Castelfidardo.
Cosa vedere a Castelfidardo?
Ciao amici, oggi siamo a Castelfidardo, la mitica città della fisarmonica: il paese è famoso in tutto il mondo per essere un eccellente centro di produzione di questi affascinanti strumenti musicali. Vi consigliamo di leggere questo articolo in sottofondo con questa playlist!
Monumento Nazionale delle Marche
La nostra visita inizia dal possente Monumento Nazionale delle Marche, all’interno del Parco delle Rimembranze, eretto in memoria della battaglia che si svolse a Castelfidardo il 18 settembre 1860. Fu la vittoria delle truppe dei Savoia sull’esercito dello Stato Pontificio ad aprire la strada all’annessione delle Marche e dell’Umbria, prima al Regno di Sardegna e poi, nel 1861, al neonato Regno d’Italia.

Il monumento fu inaugurato nel 1912, in occasione del cinquantenario della battaglia, su progetto dello scultore veneziano Vito Pardo: 15 tonnellate di bronzo fuse a cera persa e 600 tonnellate di travertino bianco di Ascoli compongono un gruppo di soldati che, avanzando, diventano sempre più definiti fino al generale Enrico Cialdini a cavallo, ritratto mentre indica il nemico e incita la carica. Dietro l’opera scultorea si cela una piccola cripta in stile assiro, decorata dai Maestri Giustini e Sollazzini di Firenze.
Approfondimento: la battaglia di Castelfidardo
Il monumento sorge proprio nel luogo dello scontro che cambiò il corso della storia italiana. Il 18 settembre 1860 le truppe del Regno di Sardegna, guidate dal generale Enrico Cialdini (IV Corpo d’Armata, alle dipendenze del comandante supremo Manfredo Fanti), affrontarono l’esercito mobile dello Stato Pontificio, comandato dal generale francese Christophe de Lamoricière e dal suo luogotenente Georges de Pimodan. Non fu uno scontro tra masse enormi di soldati, ma un combattimento breve e durissimo: sul campo furono impegnati alcune migliaia di uomini per parte — le fonti riportano cifre comprese tra 4.800 e 13.500 soldati sardi contro 6.500-8.000 pontifici, a seconda che si contino solo i reparti in prima linea o l’intero schieramento disponibile nella zona.
La battaglia durò circa quattro ore. De Pimodan, alla guida della prima colonna pontificia, riuscì in un primo momento a guadagnare terreno, ma venne ferito a morte nel tentativo di sfondare le linee sarde; Lamoricière accorse per riorganizzare la difesa, senza riuscirci, e i superstiti si ritirarono in disordine verso Ancona, dove l’esercito pontificio si arrese pochi giorni dopo, il 29 settembre. Sul terreno restarono 88 caduti pontifici, oltre 600 prigionieri e circa 60 caduti tra le file sarde.
La vittoria spianò la strada all’annessione delle Marche e dell’Umbria, sancita dai plebisciti del 4-5 novembre 1860: un passaggio decisivo, perché ricongiungeva le regioni del Nord — già annesse al Regno di Sardegna nel 1859-60 — con il Sud appena conquistato da Garibaldi, rendendo possibile la proclamazione del Regno d’Italia il 17 marzo 1861. Per questo la battaglia di Castelfidardo è spesso ricordata come una delle tappe conclusive del Risorgimento.



Giardini di Porta Marina
Usciti dal parco, ci incamminiamo verso via Giosuè Carducci per prendere la scala mobile e arrivare al cuore del medievale Castrum Ficardi. Giunti in cima ci sono i Giardini di Porta Marina, uno spazio verde ben curato con al centro una singolare fontana in pietra, “Il bosco della musica”, progettata dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra: dieci steli scolpite, attraversate da un velo d’acqua continuo, che con i loro giochi di luce sembrano evocare note musicali. Dalla terrazza si gode un meraviglioso panorama fino al Mar Adriatico.

Porta Marina
Oltrepassiamo la settecentesca Porta Marina o Vittoria, riconoscibile per il pannello in legno e l’orologio sull’arco: è uno dei tre accessi storici al paese, insieme a Porta del Sole (o dei Bersaglieri) e Porta del Cassero.

Palazzo Tomasini
Il primo edificio che incontriamo è il Palazzo Tomasini, del XVIII secolo, che ospita dal 1850 la Scuola Pia e il Convento di Sant’Anna, con annessa una piccola cappella.

Piazza della Repubblica
Proseguiamo la passeggiata tra i negozi del centro fino ad arrivare in Piazza della Repubblica, dove si affacciano l’antico Palazzo Priorale Comunale del XIV secolo, la Torre Civica del ‘500 e la Chiesa della Collegiata di Santo Stefano Protomartire.



Chiesa della Collegiata di Santo Stefano Protomartire
La Collegiata affonda le sue origini nel medioevo: ristrutturata più volte nei secoli, oggi si presenta in stile neoclassico. Sopra il portale d’ingresso, nella lunetta, un affresco del 1931 di Luigi Morgari raffigura la Lapidazione di Santo Stefano.


L’interno, a pianta a croce latina, ospita diverse opere di pregio: la statua di San Gabriele dell’Addolorata, l’Ultima Cena del ‘500 del pittore Felice Pellegrini da Perugia, e una tela del 1609 raffigurante la Madonna col Bambino tra San Vittore — patrono della città — e Santo Stefano, opera del fiammingo Ernest Van Schayck.


Dalla piazza della Repubblica è poi possibile scendere nei sotterranei della chiesa e ammirare la suggestiva cripta.


Museo Internazionale della Fisarmonica
Usciti dalla Collegiata ci dirigiamo al Museo Internazionale della Fisarmonica, che si trova al di sotto del Palazzo Comunale.

L’esposizione è composta da circa 350 modelli diversi tra fisarmoniche ed organetti, distribuiti in sei sale dedicate ai grandi costruttori e ai fisarmonicisti più famosi.

In una zona del museo è stato ricostruito un laboratorio artigianale, con gli utensili e i macchinari originali.

Durante la visita si può vedere un video prodotto dalla RAI e condotto da Piero Angela sulla storia e sulla fabbricazione di questo affascinante strumento. Dalle immagini emerge la grande maestria dei maestri artigiani marchigiani nei numerosi passaggi manuali della costruzione: un prodotto di eccellenza che richiede circa tre mesi di lavoro, con una minuziosa operazione finale di assemblaggio e accordatura.

Un museo estremamente interessante e istruttivo, di cui vi consigliamo la visita. [info: sito ufficiale]
Cosa non perdere a Castelfidardo?
Selva di Castelfidardo
La Selva di Castelfidardo si trova a nord del Colle di Monte Oro, poco distante dal Mare Adriatico e dal Monte Conero. Il territorio boschivo, che occupa circa 36 ettari, è considerato dal 1974 “Area Floristica Protetta” e Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.): un patrimonio naturale unico in Europa. [altre info]
Museo del Risorgimento
Il Museo del Risorgimento si trova all’interno del quattrocentesco Palazzo Mordini. All’interno si può ammirare un’esposizione di 130 reperti storici legati alla battaglia del 1860: numerose armi da fuoco e bianche, la tromba del XXVI battaglione Bersaglieri Castelfidardo, miniature del combattimento, medaglie, dipinti, fotografie, statue in bronzo. Accurati pannelli didattici, grandi carte geopolitiche e tanti documenti raccontano nel dettaglio la storia della battaglia (per un riassunto dei fatti, vedi il box di approfondimento più sopra). [info: sito ufficiale]

Grotte
Le grotte ipogee, che si trovano sotto lo storico Palazzo Tomasini, sono scavate nella roccia plio-pleistocenica, originata nei mari circa 2 milioni di anni fa e composta da arenaria, sabbia e argilla. I sotterranei, realizzati tra il 1300 e il 1400, venivano usati come cantine, depositi e rifugi: la rete, a 7 metri di profondità dalla strada, è lunga oltre 100 metri, a pianta rettangolare, e si suddivide in quattro corridoi abbelliti da nicchie, alti 3 metri e larghi 1,5 metri. [info: sito ufficiale]
Chiesa Santa Maria della Misericordia
La Chiesa Santa Maria della Misericordia, del ‘400, ha una facciata rettangolare, semplice e armoniosa, un portale in pietra d’Istria, un timpano e un bassorilievo raffigurante la Madonna della Misericordia con la scritta “Societas Misericordiae”. All’interno, oltre al presepe artistico permanente, si può ammirare un raffinato pavimento in laterizio cotto a figure geometriche del ‘500.

Curiosità su Castelfidardo?
Castelfidardo ha origini antichissime, come testimoniano alcune tombe picene datate V e IV secolo a.C. Successivamente si insediarono i Romani, dal III al II secolo a.C., e poi il popolo longobardo: risale a loro il toponimo “Waldum de fico” (bosco di fichi), da cui deriverebbe il nome Castrum Ficardi. Nell’anno 1000 venne costruita una fortificazione chiamata Castrum Guicardi o Giccardi, poi Castrum Ficardi. Alcuni reperti archeologici testimoniano uno stretto legame tra il popolo fidardense e le popolazioni di Numana, Osimo ed Ancona.
Nella facciata dello storico Palazzo del Comune sono murate le unità di misura di lunghezza “braccio” e “mezzo braccio” in uso nei secoli passati. Si possono inoltre notare le caratteristiche merlature guelfe, l’orologio contornato di travertino del 1775 e la campana ottocentesca. All’interno si trovano il Salone degli Stemmi, le antiche carceri, i soffitti decorati dell’Ottocento e una targa in bronzo dello scultore Vito Pardo, che simboleggia le “Nuove Marche” vittoriose dopo la battaglia del 1860.
la Fisarmonica
le origini della fisarmonica
La fisarmonica discende da uno strumento antichissimo, risalente a circa 4.500 anni fa, realizzato in Cina e chiamato “cheng” (o sheng): funziona immettendo aria nella cassa attraverso delle canne di bambù, aria che fa vibrare una linguetta di metallo e produce il suono, il principio dell’ancia libera. Nel corso dei millenni lo strumento ha subito diverse trasformazioni, fino a dare origine anche alla fisarmonica e all’organetto. Una copia dello strumento originale è esposta proprio al Museo Internazionale della Fisarmonica.

la storia di Paolo Soprani
Nel 1863 un viandante del nord Europa, in pellegrinaggio a Loreto, cercava riparo per la notte nelle campagne vicino Castelfidardo. La famiglia Soprani lo ospitò: l’uomo portava con sé un organetto, e il giovane Paolo Soprani, al tempo contadino, ne rimase così incuriosito che la notte stessa lo smontò completamente per capirne il funzionamento. Intuiti i margini di miglioramento, iniziò una prima produzione che andò subito venduta: da contadino diventò artigiano e imprenditore, dando il via a una produzione che si affinò rapidamente. I risultati furono eccellenti: nel 1905 la produzione si attestava a circa 1.200 fisarmoniche al mese, di cui 690 esportate all’estero. Una fabbricazione di alta qualità, prettamente a mano, capace di creare dal nulla un vero e proprio polo produttivo tuttora famoso e stimato nel mondo.

la fisarmonica più grande al Mondo
Il maestro artigiano Giancarlo Francenella, tra il 1999 e il 2001, ha realizzato la fisarmonica funzionante più grande del mondo: alta 2,53 metri, larga 1,50 metri, profonda 85 centimetri e con un peso di 200 kg, con 45 note sulla tastiera dei bassi e 120 bottoni per un totale di 240 ance. Nel 2001 è entrata nel Guinness dei Primati e nessuno l’ha ancora superata: si può ammirare — e suonare, in due — nel laboratorio “La Fisarmonica da Guinness”, in Piazza della Repubblica. Purtroppo l’abbiamo trovata chiusa, torneremo!

Monumento alla Fisarmonica e al Lavoro
Il Monumento alla Fisarmonica e al Lavoro è opera dello scultore Franco Campanari: un’opera in bronzo, alta 7 metri, che raffigura Ermes — inventore, secondo la mitologia, della lira a sette corde — con in mano una fisarmonica. Alla base della scultura sono scolpite da un lato le fasi di lavorazione dello strumento, dall’altro celebri musicisti. Si può ammirare in un parchetto proprio di fronte allo storico Palazzo Soprani, poco sotto il borgo storico, lungo via Matteotti.

Quali sono gli eventi più famosi di Castelfidardo?
Il Premio Internazionale della Fisarmonica PIF, un concorso internazionale che porta fisarmonicisti da tutto il mondo a esibirsi nelle vie e nelle location di Castelfidardo, con numerosi eventi collaterali tra concerti, audizioni, incontri e mostre (settembre-ottobre).
La Festa Europea della Musica, un grande evento nazionale dedicato alla musica come strumento di cultura e condivisione, con tanti concerti per le vie del borgo e nei luoghi simbolo della città (giugno).
Prossimi eventi a Castelfidardo
Cosa vedere vicino Castelfidardo
Castelfidardo si trova nell’immediato entroterra della parte sud della provincia di Ancona.
Se amate il mare non dovete perdervi la Riviera del Conero: Numana e Sirolo distano circa 15 minuti in auto, la stessa distanza che separa Castelfidardo, in direzione sud, da Porto Recanati.
Due borghi da non perdere sono Recanati, che ha dato i natali al poeta Leopardi, e Loreto, conosciuta nel mondo per il suo Santuario: entrambi si raggiungono in meno di 15 minuti.
Castelfidardo dista meno di mezz’ora d’auto da Ancona, capoluogo di provincia e regione, di cui vi consigliamo la visita. Altra città interessante nelle vicinanze è Osimo, a circa un quarto d’ora.
- Wikipedia — Battaglia di Castelfidardo
- Treccani — Castelfidardo
- Museo del Risorgimento di Castelfidardo — La battaglia
- Wikipedia — Monumento nazionale delle Marche
- I luoghi del silenzio — Monumento Nazionale delle Marche
- Vivere Osimo — “Il bosco della musica” di Tonino Guerra
- Wikipedia — Museo del Risorgimento (Castelfidardo)
- Regione Marche — Museo del Risorgimento di Castelfidardo
- Italia Nostra — Selva di Castelfidardo
- Castelfidardo Storica — Anno 1000, Castrum Ficardi
- Strumenti&Musica — La fisarmonica da Guinness di Giancarlo Francenella








[…] Castelfidardo: Il “Monumento ai Vittoriosi di Castelfidardo” è posto all’interno del parco delle Rimembranze del paese. Il monumento nazionale è stato realizzato nel 1912 dallo scultore Vito Pardo, in memoria della battaglia di Castelfidardo avvenuta il 18 settembre 1860. [info, orari, prenotazioni: clicca qui] […]